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Castelli sule toghe:

"Ristabilire terzietà"

21 Ottobre 2009

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Castelli sule toghe:
“Occorre una riforma della Costituzione che ristabilisca anche per le toghe il principio della terzietà del giudice, togliendo al Csm la facoltà delle azioni disciplinari e delle sanzioni”. È quanto afferma il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli, secondo cui “oggi i magistrati sono davvero al di sopra della legge”. In un intervista a Libero, l'ex ministro della Giustizia sottolinea la necessità, nel caso in cui un cittadino agisca contro un magistrato, di “istituire una categoria di magistrati terzi, ad esempio formata da insigni giuristi che posso essere nominati da giudici, Parlamento e Corte Costituzionale, che rimangano in carica per molti anni, così da essere liberi da condizionamenti”. La responsabilità civile, aggiunge Castelli, “può andare bene come primo passo, ma alla fine a decidere sarà sempre un magistrato, che però non garantisce il principio della terzietà sancito dalla Costituzione”. Oltre alla terzietà del giudice, conclude il viceministro, con riforma costituzionale “si dovrebbe introdurre la separazione delle carriere tra giudice e pm, e magari anche l'elezione diretta dei procuratori capo da parte dei cittadini”.

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Commenti all'articolo

  • gedeonelibero.it

    21 Ottobre 2009 - 16:04

    Basta davvero con questa casta autoreferenziale di mandarini. Il Parlamento vari una severa riforma per sottoporre anche loro ai rigori della VERA LEGGE. Quindi, separazione delle carriere, riforma del CSM, divieto di iscriversi a partiti e correnti politiche se non dopo un periodo congruo (almeno 5 anni) dalle dimissioni o dal pensionamento. Quando sbagliano devono essere sottoposti a procedimento disciplinare da un Organo composto da giuristi apolitici e di chiara fama e da cittadini estratti a sorte che non hanno mai subito procedimenti penali e civili. Inoltre a 65 anni devono andare in pensione come gli altri comuni mortali. Non so se basta, ma per cominciare mi sembra un buon inizio.

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  • Shift

    21 Ottobre 2009 - 11:11

    Trovo ottima la proposta di Castelli, l'unica cosa che cambierei, però, sarebbe la composizione dei giudici terzi che devono giudicare i magistrati e la durata del loro periodo in carica. Un terzo preso tra giuristi e avvocati estratti a sorte va bene, ma i restanti due terzi li prenderei tra i normali cittadini, visto che la giustizia viene sancita in nome del popolo italiano, estraendoli a sorte in tutta Italia tra chi non abbia mai avuto condanne di nessun tipo. In quanto al periodo della loro carica non più di tre anni e non periodi lunghi, che potrebbero permettere amicizie o favori.

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  • alpinofriz

    21 Ottobre 2009 - 10:10

    Ottima la proposta di Castelli ma aggiungiamo anche di ridurne il numero e adeguare lo stipendio (compresi privilegi, ecc..)alla media europea (in proporzione alla popolazione) e che lavorino almeno le ore, sempre nella media, dei loro colleghi europei. Diamogli anche un limite di età oltre ala quale vanno a casa e lasciano il posto ad altri !! Ma si faccia e presto, senza tentennamenti e gli italiani saranno riconoscenti. Leggete "l'ultracasta" e scoprirete che ogni volta che il CSM dice di difendere la loro autonomia in realtà vuol difendere i loro privilegi e la loro impunità.

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