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I Mastella nel ciclone

Trovata lista di 665 'segnalati'

22 Ottobre 2009

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I Mastella nel ciclone
La famiglia Mastella finisce sulla gogna per aver raccomandato 42 persone. Clemente, eurodeputato e leader dell’Udeur, e la moglie Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania (raggiunta dal divieto di dimora nella sua regione), nell’ordinanza del gip vengono collocati «ai vertici di una cupola». Un’organizzazione a cui si sarebbero aggregati professionisti e imprenditori, per ottenere vantaggi economici, consenso elettorale e posizioni di comando. Una vera e propria «struttura criminale», secondo i magistrati, «guidata dai Mastella che, insieme ad altri 25 indagati, hanno costituito un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d’asta, falso in atto pubblico continuato e concussione». L’indagine chiusa ieri vede 62 persone indagate. Per 18 sono scattati i divieti di dimora, per 6 altre misure interdittive. Nel lungo elenco degli inquisiti c’è anche uno dei figli di Mastella, Pellegrino, e decine di imprenditori e dirigenti di enti locali. Il lavoro dei pm era iniziato nel gennaio 2008, quando alla procura di Napoli era stata trasmessa (per competenza territoriale) l’inchiesta del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Quel famoso fascicolo processuale che si era tramutato in una ordinanza di arresti domiciliari per la Lonardo e che, di conseguenza, aveva portato alle dimissioni di Mastella, all’epoca ministro della Giustizia. Dimissioni respinte dal premier Romano Prodi, ma che hanno comunque lasciato il segno per il duro attacco lanciato alle toghe da parte dell’allora guardasigilli e fatto da preludio alla caduta dell’esecutivo. Il leader Udeur aveva sostenuto di essere vittima, con la famiglia, di un «attacco della magistratura».

i guai dell’arpac - Al centro dell’inchiesta chiusa ieri c’è l’Arpac, l’Azienda regionale per la protezione ambientale della Campania. Non a caso le uniche manette scattate sono state per Luciano Capobianco, l’ex direttore generale dell’agenzia, finito agli arresti domiciliari. Coinvolti anche il consuocero dell’ex ministro, Carlo Camilleri, che è anche segretario generale dell’Autorità di Bacino Sinistra Sele, e il consigliere regionale dell’Udeur Campania, Nicola Ferraro. L’aspetto più grave della vicenda è che le persone segnalate sarebbero state favorite per incarichi esterni (consulenze) o per assunzioni all’Arpac. Impieghi garantiti loro a scapito di altri aspiranti candidati, privi di sponsor.

i raccomandati - A metà dell’ordinanza, da pagina 389 in poi, il gip riporta integralmente un documento trovato nel computer sequestrato dalla guardia di Finanza nella segreteria di Capobianco, un file in cui compaiono 655 nominativi di persone raccomandate. Accanto, per la maggior parte di questi, c’è il nome dell’esponente politico che avrebbe alzato il telefono per garantire un posto di lavoro. Il problema di queste «segnalazioni», secondo il procuratore aggiunto Francesco Greco, è che «la spinta di un referente politico avrebbe determinato, nella maggior parte dei casi, l’assunzione in violazione delle norme». Nell’elenco stilato in base al numero di raccomandazioni fatte, e tabellizzato con cura nell’atto, compaiono circa 150 autori di segnalazioni. In testa c’è Nocera, ex assessore regionale Udeur. Lo segue Fantini con 36 amici per cui avrebbe speso una parola. Clemente Mastella si ferma a 26, mentre la moglie attiva a 12. Tra gli altri nomi, anche quelli di politici locali e nazionali più noti. Bassolino e De Mita avrebbero raccomandato due persone ciascuno, mentre Pecoraro Scanio si sarebbe speso solo per una.

la porsche del clan - Un filone dell’inchiesta si sposta su presunti appoggi elettorali di un clan di Marcianise, nel casertano. Una parte che la procura napoletana passerà, per competenza, alla Direzione distrettuale antimafia. Ed è in questo fascicolo che gli investigatori annotano che Pellegrino Mastella girava con una Porsche Cayenne, procurata dal titolare di un autosalone di Marcianise attualmente detenuto per 416 bis. Una macchina che Mastella junior ha precisato essere stata «regolarmente acquistata» e che lui «non ha mai conosciuto il titolare dell’autosalone».

la reazione di Mastella -

«Se io ne ho segnalati cento, gli altri da chi sono stati raccomandati? E come mai non se ne parla? Un conto è segnalare, un altro è essere assunti. Senza contare che nell'Arpac non ci sono 600 dipendenti. In ogni caso da me meno raccomandazioni del figlio di Di Pietro....». Lo dichiara in un'intervista al 'Mattino’ Clemente Mastella. «Certo che ho fatto segnalazioni - dice Mastella - Ma quale associazione per delinquere? Allora, ditemi voi che cosa dovremmo dire di quello che sta succedendo a Castellammarre? E poi voglio dire un'altra cosa: l'Arpac non è l'Udeur». In merito alla moglie, che ha ricevuto un provvedimento di divieto di dimora in Campania, Mastella dice: «Sandra è in preda a una grande amarezza. Sì, contro di noi si è scatenata un'aberrazione processuale». «Ora voglio un processo davanti alla stampa italiana ed europea - conclude Mastella - È una questione di rispetto per l'opinione pubblica». «Questa in­chiesta è contro tutto e tutti, è una vendetta perchè sono stato rieletto. Io non ho mai preso una tangente in vita mia, la camorra è una cosa che non mi appartiene. Come cristiano, ripugna alla mia co­scienza. E poi comunque, se uno tiene il 416 bis mica ce l'ha scritto in fronte». Lo dice Clemente Mastella, intervistato dal 'Corriere della Sera’. «È la stessa cosa di Morando, è come se -aggiunge- siccome hanno ammazzato uno a Ca­stellammare allora è colpa sua. Che c'entra? Co­me ministro ho reso più duro il 416 bis. Sono stato l'unico segretario che ha tolto dalle li­ste uno che aveva problemi giudiziari: mi hanno pure con­dannato a pagare 150 mila eu­ro. Che devo fare, se uno li mette in lista è camorrista, se non li mette lo condannano». «È la fine di ogni regola. Se vai a vedere cosa contesta­no sono solo segnalazioni. Sì, segna­lazioni, ma qual è il proble­ma, le fanno tutti, no? Tizio, Caio, Sempronio. Se guardate bene, nella lista sono il quin­to per numero di segnalazio­ni. Poi -si chiede l'ex ministro della Giustizia- se una non è reato, lo diventa se sono 50? Oppure è reato solo per me? E poi mi chiedo: perchè l'avviso lo hanno mandato a me e non a Bassolino? Perchè?».

 

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Commenti all'articolo

  • rufus_1956

    27 Ottobre 2009 - 17:05

    Il Mastellone, che Berlusca non lo voglia più vedere da anni è lì da vedere, sembra che Mastellao per andare a Strasburgo-Bruxelles è stato eletto nelle liste PDL-UDEUR altrimenti colca...o che ci andava a fare l'europarlamentare alla facciazza vostra, pagato con soldi vostri e miei e tirandoVi ben bene per il c..o. Almeno io non l'ho votato, mentre Voi anche trasversalmente, ma ce lo avete mandato a rappresentarVi in Europa. Minchia complimenti...e adesso lamentatevi...

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    23 Ottobre 2009 - 19:07

    Agli addottorati in problemi sociologici e ai Costituzionalisti direi che la pratica delle raccomandazioni è citato in tutti i libri riguardanti,nel peculiare, i problemi popolari. Se ne parla nei Promessi Sposi quando Renzo porta i noti polli a don Abbondio affinchè possa raccomandarlo all'Innominato; Anche al tempo di Giulio Cesare,molti notabili raccomandavano i loro pupilli o schiavi al potente di turno. Pur troppo,il popolo per poter accedere alle porte del paradiso terreno ha bisogno di presentare un "lasciapassare di benservito" affinchè,chi di dovere, pensi alla sua richiesta. Non so cosa accade all'estero ma quì se vuoi qualcosa,devi dare qualcosa, e tra i politici è in voga il voto di scambio perchè,dato che la politica è diventata un chiave magica del potere,se vuoi qualcosa,devi farti raccomandare dal "bos" politico. Vi siete mai domandati come fanno taluni politici a stare su uno scanno delle due Camere quando,costui, non vale un quattrino falso ? -Specialmente nel Sud Italia,questa è la prassi e di persone pronte a barattare il voto altrui con un piccolo favore, ce ne sono tantissimi.

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  • Indietrotutta

    23 Ottobre 2009 - 15:03

    A prescindere dall'accertamento delle eventuali responsabilità penali che competano alla magistratura e dal sacrosanto pirncipio della presunzione di innocenza, non credo che ci sia al mondo un Paese democratico che elegge un personaggio come Mastella che , a seconda delle convenienze, passa da uno schieramento all'altro nel totale silenzio di noi cittadini.

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