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Facebook, il gruppo anti-Cav

cambia nome: Silvio rispondi

23 Ottobre 2009

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Facebook, il gruppo anti-Cav

Gli iscritti ora sono 27mila. Il gruppo “Uccidiamo Berlusconi”, messo sotto accusa dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ne ha garantito la chiusura, alle 16.30 di venerdì 23 ottobre non solo era ancora aperto, ma addirittura vantava un numero di sostenitori raddoppiato. Unico dettaglio: il nome modificato in “Berlusconi, ora che abbiamo la tua attenzione...RISPONDI ALLE NOSTRE DOMANDE!”. Secondo quanto si apprende, la decisione di cambiare il nome sarebbe stata presa direttamente dagli amministratori italiani del gruppo. Al momento infatti non risulterebbe alcun intervento da parte dei responsabili di Facebook dalla California, ai quali si erano rivolte le autorità italiane.

“Abbiamo dato disposizioni perché il sito contenente minacce al premier apparso su Facebook venga subito chiuso e denunciati alla magistratura quelli che sono intervenuti” aveva detto giovedì il titolare del Viminale. La procura capitolina, che per il momento procede per minacce gravi, ha sollecitato l'azienda di Palo Alto di fornire dati sui responsabili delle minacce.

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Commenti all'articolo

  • nilo01

    25 Ottobre 2009 - 14:02

    m'iscrivo subito ! arrivooooo....

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  • mariser

    24 Ottobre 2009 - 21:09

    Sono gli stessi che inneggiano all'integrazione , alle culture multietniche e che sfilano in prima fila con bandiere colorate invocando la pace ...già, sono proprio loro che ripetono a pappagallo le 10 domande che vedono pubblicate da 6 mesi a questa parte su qualche quotidiano e, con l'arroganza protetta e amplificata dall'anonimato, le fanno proprie.Una magistratura attenta sarebbe già intervenuta.

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  • gmarcosig335

    24 Ottobre 2009 - 21:09

    Anche in Italia c'è del marcio, anche su internet c'è del marcio.Chi inneggia alla morte altrui è un rifiuto della società.Neanche per personaggi che hanno sulla coscienza delitti disumani si chiede giustizia, il massimo della pena. Ma chi inneggia alla morte non è persona degna di una società civile.

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