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Silvio, Maroni, la Russa e Santanché

L'attentatore Game controllava tutti

12 Novembre 2009

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Silvio, Maroni, la Russa e Santanché
 Mohamed Game, l'attentatore libico che lo scorso 12 ottobre ha tentato di farsi saltare in aria davanti alla caserma Santa Barbara di Milano, aveva un dossier anche sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo quanto si è appreso, nell'archivio informatico sequestrato al libico è stata rintracciata una attività di controllo e schedatura su Berlusconi. Dossier sui ministri Roberto Maroni, Ignazio La Russa e Roberto Calderoli - con indicazioni su abitudini, spostamenti ed orari - sono stati ritrovati nell'archivio informatico sequestrato. Lo sostiene un articolo pubblicato sul settimanale L'Espresso domani in edicola. Tra i possibili bersagli, spiega il settimanale, compaiono anche altre personalità ai vertici delle istituzioni, come il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E qualche figura di minor peso politico, ma bollata come nemica dell'Islam, per esempio Daniela Santanchè. I corposi dossier su Maroni, Calderoli e La Russa, rileva l'articolo, «contengono indicazioni inquietanti anche sulle loro scorte. Molte informazioni sono liberamente disponibili sul web, ma non mancano dettagli tanto specifici da far ipotizzare un'attività di sorveglianza fisica, con appostamenti e pedinamenti. In ogni caso, le ricerche su internet sono tanto ripetute, mirate e minuziose che gli inquirenti non esitano a paragonarle alle vecchie inchieste dei brigatisti: quelle attività di controllo e schedatura delle vittime potenziali, che segnano la fase prepatoria di ogni progetto di ferimento o di omicidio politico».

Sgominata cellula islamica - Intanto è stata trovata una cellula islamica con legami con personaggi coinvolti in attentati in Spagna o in Svizzera. È questo il quadro che emerge analizzando gli arresti eseguiti oggi dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, in collaborazione con unità antiterrorismo francesi, austriache, svizzere, spagnole, inglesi e algerine. A finire in manette il capo dell'organizzazione: Smail Benantar, 33enne residente a Bergamo, risultato in contatto con Adberrahmane Tapiri, alias Mohamed Achraf, capo della cellula estremista islamica che nell'ottobre 2004 pianificò un attentato alla Audiencia National di Madrid. Non solo: nel giugno 2006 le autorità svizzere e francesi due parenti di Smail, Fouad e Mabrouk Benantar, finiscono in manette perchè accusati di progettare un attacco contro un aereo della compagnia israeliana El-Al all'aeroporto di Ginevra. Complessivamente oggi sono 17 le ordinanze di custodia cautelare in carcere (di cui 6 in Italia) firmate dal gip di Milano, Gloria Gambitta su richiesta del richiesta del pm, Luigi Orsi. L'organizzazione, tra gli arrestati c'è anche una persona inserita nelle liste antiterrorismo dell'Onu, è accusata oltre che di fabbricazione di documenti falsi, di ricettazione e reati di falso, il tutto con l'aggravante della transnazionalità. Almeno un milione di euro, in tre anni, il bottino che con rapine, furti e borseggi la cellula sarebbe riuscita a trasferire in Algeria utilizzando identità fittizie, tra cui quelle di alcuni calciatori dell'Olympique Marsiglia e del Glasgow Rangers, solo per elencare alcune delle squadre europee estranee, come i giocatori, alla vicenda.

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Commenti all'articolo

  • mrjeckyll

    16 Novembre 2009 - 15:03

    Ormai conosco Click: più lo conosco e più gli do ragione. Bene ITALIAAGLIITALIANI ! Capisco che anche tu sei fuori dell'addormentamento collettivo. Allora non pensare solo all'Italia, pensa all'Europa: SEIG HEIL !!!

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  • gmarcosig335

    15 Novembre 2009 - 22:10

    Teniamolo in galera per una trentina d'anni e facciamogli passare la sbornia dell'islam.c

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  • brasskit

    13 Novembre 2009 - 14:02

    E meno male che il PM di Milano, Spataro, aveva pubblicamente dichiarato alla stampa, dopo l'attentato di Game alla Perrucchetti, che si trattava di un semplice facinoroso isolato e non di una organizzazione, perchè a lui era persona sconosciuta. Ma che ha fatto il PM? Forse il ruolo del politico che deve tranquillizzare e non fare diffondere il panico? Non toccava a lui. Lui non è un politico, non si deve credere un politico, è un magistrato, una persona pubblica, e come tale deve tacere se non sa. Vedendo ora quello che le indagini su Game fanno emergere, mi convinco sempre più che i magistarti che fanno politica sono un grosso danno per la nazione.

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