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Schifani avverte: si va al voto

se maggioranza non compatta

17 Novembre 2009

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Schifani avverte: si va al voto
Se manca la “compattezza” della maggioranza, si va al voto. E la parola passa di nuovo al popolo, “il giudice ultimo”. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico del collegio universitario ‘Lamaro Pozzani’ della federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro. “Compito del governo”, d’altra parte, sostiene la seconda carica dello Stato, “è lavorare per realizzare il programma concordemente definito al momento delle elezioni. Compito dell'opposizione è esercitare il proprio ruolo di critica e di proposta alternativa, in coerenza con il proprio mandato elettorale. Compito della maggioranza è garantire che in Parlamento il programma del governo trovi la compattezza degli eletti per approvarlo. Se questa compattezza viene meno, il risultato è il non rispetto del patto elettorale. Se ciò si verificasse, giudice ultimo non può che essere, attraverso nuove elezioni, il corpo elettorale”.

Secondo Schifani “è sempre un atto di coraggio, di coerenza e correttezza verso gli elettori. Molti ordinamenti costituzionali da tempo accettano questi fondamentali principi di una democrazia matura. La scelta dei cittadini non va tradita, va rispettata fino in fondo, senza ambiguità ed incertezze. La politica non può permettersi di disorientare i propri elettori”. La seconda carica dello Stato sottolinea poi che “il venire meno di questi presupposti di corretta politica può determinare la fuga dei giovani dalla diretta partecipazione al governo del Paese. Questo allontanamento può fare spegnere la speranza del cambiamento, genera sfiducia nell'avvenire, provoca risentimenti”.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    20 Novembre 2009 - 13:01

    Non capisco perchè Berlusconi abbia detto "no alle elezioni". Il fatto che rimanga in carica non significa che può continuare a governare, Fini e i suoi hanno già dimostrato in abbondanza di voler mettere i bastoni fra le ruote appena ne hanno l'occasione e gli conviene. Credere alle loro promesse di fedeltà in cambio delle NON elezioni è da ingenui. Gli antichi romani dicevano: " chi ha tradito una volta continuerà a tradire ancora". Perchè mai assumersi la responsabilità, da adesso in poi, di un governo zoppo che non riuscirà a fare un gran chè? E' meglio tagliare il nodo gordiano piuttosto che friggere a fuoco lento. Adesso tutte le carte sono a suo favore, gli elettori lo sostengono perchè hanno capito e no approvano Fini e i suoi, gli stessi elettori della destra sono disgustati, insomma ha tutte le carte in mano, ADESSO! Ma fra un po? A meno che non tema scherzi politici da parte di Napolitano con un governo tecnico, ma non ci sono i numeri con i voti della Lega e del PdL per fare giochetti contro la volontà degli elettori, anche se tutti i finiani si mettessero con l'opposizione. Sicuramente il suo problema è il risolvere immediatamente la grana con la giustizia che si ritrova e che solo il voto con i finiani può consentirgli di risolvere. Praticamente si trova sotto ricatto politico. Era proprio per questo che avrebbe dovuto fin dall'inizio preocedere alla riforma completa del sistema giudiziario. Adesso noi elettori siamo costretti a subire il ricatto giudiziario e politico messo in atto con processi a persona istituzionale. Se ci riescono con Berlusconi che ha un'ampia maggioranza figuriamoci un domani in un dopo Berlusconi cosa potrà accadere! Gli uomini politici al comando saranno sotto schiaffo giudiziario in continuazione, comanderanno in Italia i giudici e non gli elettori e il Parlamento.

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  • z.signorini

    18 Novembre 2009 - 10:10

    Personalmnete sono veramente stando della politica italiana. Il popolo ha dato mandato e ora si rompono le palle a vicenda quelli dello stesso gruppo. Una domanda a Schifani: se dovessimo andare alle elezioni chi paga? Abbiamo talmente tanti soldi da buttare che non ci sono problemi, vero?Facciamo una cosa seria, perchè anche se andassimo al governo quei cretini che rompono le palle si spostano ma ci saranno sempre, allora mandiamoli a casa, in Italia abbiamo una classe politicante di cretini. Se fanno cadere il governo molte persone non andranno a votare, compreso il sottoscritto, CI AVETE ROTTO LE PALLE invece di continuare a litigare come bambinelli, lavorate e fate quello che il popolo vi ha dato di mandato, finito. Se Fini rompe le palle mandatelo a casa quel lecca culo traditore.

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  • brasskit

    18 Novembre 2009 - 10:10

    Se perdura l'ostruzionismo al premier da parte di Fini, Bocchino e compagnia briscola è ovvio che la baracca prima o poi crolla. Non so se Napolitano darà il via alle elezioni o piuttosto alla formazione di un governo tecnico. Spero che il Presidente abbia la lucidità di non creare un'ennesima accozzaglia di gente che, tenuta alla fame dal rigore di Tremonti, si sfogherà a rubare a destra e a sinistra secondo il vecchio stile della prima repubblica. Non dico che adesso non si arrangino: destra e sinistra per me pari sono, da questo punto di vista; quello che fa la differenza sono le singole persone che sono oneste o disoneste (onestà, antica e cara virtù, così necessaria in ogni struttura sociale); dico semplicemente che molti riescono ad arraffare meno di quanto sperassero proprio dalla guardia di Tremonti: bottiglie di champagne che, liberatesi del tappo, effondono effervescenza e spreco tutt'intorno. Ultima considerazione su Fini e quanti vogliono dare la cittadinanza ed il diritto di voto agli stranieri dopo 5 anni di permanenza in Italia: ci vuole poco a capire che è pura follia, senza per questo essere leghisti. Io sono favorevole a dare agli stranieri regolari lo stesso trattamento che le nostre leggi votano per gli italiani, quindi stessa assistenza sanitaria, stesso diritto all'istruzione, stesso trattamento contributivo e pensionistico, stesso tutto ma non la cittadinanza facile ed il diritto di voto: gli italiani fanno in Italia le leggi e quello che decidono di buono per sè deve valere anche per gli stranieri ma non si deve cedere ai non italiani la gestione politica e sociale. Basta vedere cosa succede in Inghilterra, dove già la magistratura riconosce come validi principi contenuti nella sharia, la legge islamica. E' come bere il caffè con dentro il sale al posto dello zucchero: una schifezza.

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