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Afghanistan, La Russa:

"Invieremo nuovi soldati"

27 Novembre 2009

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Afghanistan, La Russa:
Lo aveva promesso a Obama il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, lo ha confermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa al direttore di Libero Maurizio Belpietro, intervenendo alla ‘Telefonata’ su Canale 5. “È probabilissimo che partiranno altri soldati italiani per l'Afghanistan. Sicuramente vi è la totale disponibilità nostra a considerare con attenzione le richieste che sono arrivate prima di tutto dalla Nato e che sono state ribadite anche dal presidente Obama nel colloquio che ha avuto con il premier Berlusconi”. Quanto al numero dei soldati che verranno inviati a rinforzo del contingente già presente, il titolare della Difesa ha detto che “l'importante non è quanti soldati in più”, precisando che, “sarà un conto interno al numero di soldati che noi inviamo per le missioni internazionali”. La Russa ha continuato spiegando che, “noi abbiamo già in programma una riduzione naturale della presenza nei Balcani e anche qualcosa in Libano, in ragione del fatto che cambierà il comando della missione, da italiano a spagnolo, e quindi nell'ambito della stessa quantità di risorse, dello stesso numero di soldati poco più poco meno, potremmo anche immaginare e decidere un aumento di soldati in Afghanistan”.

Questo aumento del numero delle truppe, ha detto ancora il ministro, "è conseguente ad una strategia e ad una decisione alla quale vogliamo assolutamente partecipare". Per La Russa, la questione afghana «non è solo un problema militare, è la convinzione, per fortuna non più solo italiana, che la vicenda afgnana si concluda nel minor tempo possibile solo se vi sarà un approccio complessivo non solo militare, ma di ricostruzione, di contatto con le popolazioni civili e di maggiore rapporto col governo afghano che deve assumersi maggiori responsabilittà rispetto a quanto fatto in passato". Quanto alle regole di ingaggio dei nostri soldati, La Russa ha affermato che, "noi non abbiamo più caveat, quindi le regole di ingaggio per noi non cambieranno". Il minsitro della Difesa ha poi spiegato che a suo avviso in Afghanistan "un cambio di strategia c'è stato", riferendosi al recente rapporto inviato dal comndante militare americano alla Casa Bianca e alla stessa "dottrina Obama". Soprattutto, ha concluso La Russa, c'è "l'esperienza nostra, che ha sempre visto in un approccio multilaterale, più comprensivo, la via migliore per riuscire, nel minor tempo possibile, a dare l'Afghanistan al governo afghano che deve, in un tempo non interminabile, essere in grado di governare da solo quel Paese e fare fronte alle minacce".

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Commenti all'articolo

  • allengiuliano

    27 Novembre 2009 - 17:05

    spostare quelli che sono in Libano, dal loro dolce far poco, destinandoli in Afghanistan, il costo sarebbe minore, visto che in Libano guadagno di più. Il numero di quelli impegnati non cambierebbe. Ricordo a qualcuno che tutto il personale in missione all'estero è volontario, quindi, salvare la pelle è la prima cosa, ma visto che si è scelto quel lavoro non vedo perchè il buon "libero42" dica delle "piccole" idiozie!

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  • libero42

    27 Novembre 2009 - 14:02

    Berlusconi non sa più come ingraziarsi Obama dopo le famose gaffes, vista la fredda accoglienza che gli ha riservato a Washington la coppia presidenziale. Naturalmente a Metistofele La Russa non sembra vero di scattare sull'attenti con battito di tacchi, pronunciando fa storica frase "obbedisco!". Naturalmente fra i soldati non c'è suo figlio, che se ne sta giustamente tranquillo nell'ufficio di Ligresti, a curare gli interessi di famiglia. Ma quanto costerà questa ulteriore spedizione? Quanti posti di lavoro si potrebbero creare in Italia con i fondi destinati alla missione in Afganistan?

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  • Shift

    27 Novembre 2009 - 13:01

    Mi dimenticavo due altri "piccoli" particolari che sconsigliano la nostra partecipazione con aumento di truppe. L'inevitabile maggiore tensione con tutti i mussulmani verso il nostro paese, che d'ora in poi avrà da subire maggiori rischi d'attentati veri e propri sul livello di Madrid o di Londra e forse peggio. L'altro rischio ben più pericoloso, invece, riguarda i nostri soldati in Afghanistan. L'Iran è ai ferri corti con il mondo per la sua insistenza nell'uso del nucleare per fini d'armi atomiche. E' prevedibile che a breve ci sarà qualche intervento da parte d'Israele o degli USA contro le centrali nucleari. E' inevitabile, l'hanno perfino dichiarato, che gli iraniani abbiano reazioni contro tutto ciò che gli sta vicino e che identificano come nemici, se si verificherà il caso. L'Iran confina con l'Afghanistan e ha un milione e mezzo di soldati ben armati che potrebbero intervenire platealmente in Afghanistan contro di noi. Ma, peggio ancora, potrebbe lanciare qualche missile contro le truppe in Afghanistan munito di atomica o, più sporcamente e non identificabilmente, con qualche kamikaze locale con atomica al guinzaglio. Non credo che faranno distinzione se sono truppe USA o truppe italiane. Mi meraviglio che il governo non abbia preso in esame una simile eventualità. Cosa potranno raccontare poi ai familiari e agli italiani? Sarà la fine del PdL e della maggioranza.

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