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Milano ricorda la strage di piazza Fontana

I compagni contestano le autorità: "Fascisti"

12 Dicembre 2009

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Milano ricorda la strage di piazza Fontana
La strage di piazza Fontana, a quarant'anni dall'esplosione nella banca Nazionale dell'Agricoltura, divide ancora il paese. E così oggi, mentre il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni salivano sul palco della piazza per commemorare le vittime di allora, sono stati fischiati ed insultati da un gruppo di manifestanti arrivati in massa da via Larga. Al grido di "Vergogna" e "Fascisti", da più parti si sono levate grida, fischi e lancio di oggetti. Una situazione di tensione fuori luogo, per una giornata che avrebbe dovuto essere dedicata totalmente alla memoria. Tensione non placata dalle parole del presidente Napolitano, che in una nota letta pubblicamente a Milano alle 16.37 (un minuto prima dell'esplosione di 40 anni fa) ha detto: "Continuate pure a cercare perchési possa recuperare qualsiasi frammento di verità rimasto nascosto. Spero che questa vostra ricerca, a cui debbono collaborare tutte le istituzioni, possa condurre a dei risultati". Il gruppo di manifestanti non si è fermato, e quel ritornello ("Fascisti, strage di stato") è risuonato a lungo nella piazza, mentre molti scuotevano la testa e Paolo Silva, f iglio di una delle vittime implorava rispetto: "un po' di rispetto, state zitti per favore". La polizia ha transennato la piazza e ha resistito alle cariche dei manifestanti, circa un centinaio. Al termine della commemorazione, i manifestanti del corteo del Prc-Pdci sono entrati in piazza Fontana cantando "Bella ciao" e sul palco sono saliti alcuni esponenti della sinistra e degli anarchici che hanno preso la parola. E in tutto questo trambusto, la memoria si perde tra i lacrimogeni e le urla ideologiche dei compagni. E rimane nell'aria il grido di chi quella strage l'ha vissuta davvero. Non ragazzotti che oggi con la kefiah urlando dietro le transenne. Ma il figlio di un padre saltato in aria mentre lavorava, come tutti i giorni del mese, per portare a casa il pane. Risuona il grido di quel figlio: "state zitti, per favore".

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Commenti all'articolo

  • anna.negrifastwebnet.it

    14 Dicembre 2009 - 19:07

    La reazione degli appartenenti alla marmaglia di sinistra ha scritto un'altra pagina italiana di cui vergognarsi. Loro portati a contestare tutto e tutti - l'importante è non lavorare. Ma chi li mantiene?? - dovrebbero andare in Iran per vedere se in Italia c'è davvero così poca libertà e democrazia. Se poi, trovandosi bene, volessero restarci non sentiremo la loro mancanza. VERGOGNATEVI, c'erano i parenti delle vittime!!

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  • pincer

    14 Dicembre 2009 - 17:05

    qualcuno ha mai chiesto a certo TITO da anni in Venezuela come giornalista, già indigato per atti di terrorismo alla Fiera Milano? potrebbe sapere tanto di più, è lo Zorzi dei Caribi.

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  • Shift

    13 Dicembre 2009 - 20:08

    E' INCREDIBILE CHE QUESTA MARMAGLIA DI SINISTRA ABBIA IL CORAGGIO D'INSULTARE E GRIDARE "VERGOGNA" A CHI COMMEMORA IN NOME DI TUTTI. QUELLA STRAGE FU QUASI SICURAMENTE DI SINISTRA. Non ci possono essere dubbi in merito. L'epoca era quella della guerra fredda e i comunisti spingevano sontro il governo democristiano, che era la stragrande maggioranza del paese. Non riuscivano a combinare niente i comunisti con la politica e così si sono inventati Piazza Fontana e l'attentato in contemporanea al Milite Ignoto a Piaza Venezia a Roma. Quella Banca era dell'Agricoltura, cioè del gruppo sociale forte che appoggiava il governo democristiano, lì vicino 'era il Duomo di Milano, cioè la rappresnetanza della Chiesa. Al Vittoriano con l'attentato si colpiva un simbolo della nazione e dei valori tradizionali, nessun democristinao o anche fascista avrebbe fatto MAI UN SIMILE ATTENTATO. SOLO I COMUNISTI AVEVANO L'INTERESSE A FARLO PER SOSTENERE I PIANI D'INVASIONE DELL'URSS, che all'epoca esistevano, tanto che Breznev aveva intenzione d'invadere l'Italia usando la Cecoslovacchia come base di partenza, così come l'usava come base dei terroristi comunisti che utilizzava per attentare all'Italia e prepararne l'invasione. La GRANDE INVENZIONE DI QUESTA GENTE NON FU LA BOMBA IN SE', MA L'AVER ATTRIBUITO L'ATTENTATO ALLA DESTRA E AGLI AMERICANI,cioè ad un alleato dell'Italia e del governo dall'ora, COSA DEL TUTTO INSENSATA E FUORI DA OGNI LOGICA. Su questa falsità, su questa vulgata che ancora si portano dietro e sbandierano, vivono per diffamare gli altri senza vergogna alcuna di quello che sono stati e che sono. VERGOGNA LO DICIAMO NOI, I VERI DEMOCRATICI, NON QUELLI FINTI DEL COMUNISMO CHE LA DEMOCRAZIA LA USANO SOLO COME STRUMENTO E GRIMALDELLO.

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