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Trenta deputati del Pdl contro la caccia libera

In una lettera a Berlusconi e Cicchitto, i parlamentari annunciano il loro "no" all'articolo 43

19 Aprile 2010

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Trenta deputati del Pdl contro la caccia libera
Trenta deputati del Pdl voteranno contro l'estensione del calendario venatorio. Ad annunciarlo sono proprio gli esponenti del partito, con una lettera indirizzata al premier Silvio Berlusconi e al presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Il gruppo si oppone alla "caccia libera" e chiedono lo stralcio dell’articolo 43 comma 2 b) inserito dal Senato nel Ddl comunitaria 2009 . Nella lettera si legge: "Non intendiamo legittimare con il nostro voto il cedimento politico di alcuni a una piccola lobby di settore e a 750 mila cacciatori. Né, tanto meno, alla loro volontà di sparare indiscriminatamente tutto l'anno e contro qualsiasi specie animale ". Poi si precisa che quello sollevato "è un problema di coscienza e non ha nulla a che vedere con la situazione politica interna al nostro partito". Stasera intanto, alle ore 20, è stato fissato sul tema un vertice di maggioranza.

I deputati del Pdl - La lettera è stata firmata da Fiorella Ceccacci Rubino, Gabriella Giammanco, Barbara Mannucci, Giuliano Cazzola, Benedetto Della Vedova, Fabio Granata, Paola Frassinetti, Manuela Repetti, Enrico La Loggia, Michaela Biancofiore, Margherita Boniver, Flavia Perina, Gennaro Malgieri, Fiamma Nirenstein, Pietro Lunardi, Francesco Paolo Sisto, Lucio Stanca, Salvatore Torrisi, Annagrazia Calabria, Maurizio Iappicca, Gianni Mancuso, Roberto Tortoli, Elvira Savino, Gabriella Carlucci, Elena Centemero, Santo Versace, Basilio Catanoso e Paola Pelino.

Gli ambientalisti - Richiesta di stralcio arriva anche da 19 associazioni ambientaliste che questa mattina hanno protestato davanti a Montecitorio e hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio e ai ministri Prestigiacomo, Galan, Frattini, Brambilla, Bondi e Ronchi. La concessione alle Regioni della facoltà di estendere la stagione venatoria oltre il 31 gennaio "creerà danni ecologici, ulteriore contenzioso e caos gestionale". Nell'Anno internazionale della Biodiversità sono almeno sei (marzaiola, fischione, gallinella d'acqua, allodola, colombaccio, porciglione) le specie a rischio, se il calendario venatorio sarà esteso fino a febbraio e marzo, mesi in cui gli uccelli migratori si spostano verso il Nord Europa per nidificare. La norma creerà gravi danni ecologici in una fase delicata per la vita dei migratori, col pericolo di abbattere i principali riproduttori. Inoltre, le Regioni possono essere spinte dalle lobby venatorie a richiedere all'Ispra il parere per l'allungamento della stagione di caccia, e l'Ispra potrebbe essere a sua volta sottoposto a forti pressioni perché tali pareri siano positivi, con la conseguente situazione gestionale insostenibile, nonché pioggia di ricorsi, impugnazioni e contenziosi. Come ha spiegato l'attrice Daniela Poggi, "Goodwill Ambassador" dell'Unicef Italia, si auspica "una presa di coscienza da parte dei nostri deputati, e rispetto nei confronti degli oltre 40 milioni di italiani che non vogliono la caccia. Su questo siamo già sanzionati e sanzionabili dall'Unione Europea, perché allora non facciamo sfogare i cacciatori con quello sport meraviglioso che è il tiro al piattello?".
La missiva è firmata dai presidenti delle associazioni Altura, Amici della Terra, Associazione Vittime della Caccia, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lac, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, Vas, Wwf Italia.

Sito internet oscurato - In segno di protesta la Lav ha anche oscurato il proprio sito internet. Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica, ha definito il testo "un abominio tutto italiano che non ha nulla a che vedere con le prescrizioni inoltrate dalla Commissione europea al nostro Paese, un regalo ai fucilatori della natura con danno per tutti. Il sito lav.it è diventato "nero come è il futuro degli animali selvatici, nel mirino 365 giorni l'anno.

L'emendamento - In base all'articolo 43 le Regioni potranno prolungare il periodo di caccia su preventivo parere dell'Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra). Il testo, presentato dal relatore Isidoro Gottardo (Pdl), prevede, infatti, che "fermo restando le disposizioni relative agli ungulati, le Regioni possono posticipare i termini in relazione a specie determinate e allo scopo sono obbligate ad acquisire il preventivo parere di validazione delle analisi scientifiche a sostegno delle modifiche da apportare, espresso dall'Ispra, sentiti gli equivalenti istituti regionali ove istituiti e riconosciuti dalla commissione Europea, al quale dovranno uniformarsi. Il preventivo parere dovrà essere reso entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta".

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Commenti all'articolo

  • ilsognodiunavit

    14 Ottobre 2014 - 18:06

    ""quello sport meraviglioso che è il tiro al piattello?". Quelli come voi e con le stesse idiozie,sono già riusciti negli anni scorsi a fare chiudere quasi tutti i campi di tiro al piattello con le scuse più stupide, non sapete neppure quello che scrivete, pensate invece ai problemi che affliggono i cittadini che non hanno i vostri stipendi e neppure guadagnati.

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  • ilsognodiunavit

    14 Ottobre 2014 - 18:06

    Come si può pensare di salvare l'italia dalla rovina quando chi ci guida pensa alle cazzate che non interessano nessuno e non portano benefici ai cittadini, i cacciatori familiari e interessati al mondo venatorio sono qualche milione? inizino al momento di votare a pensare anche a chi da contro al loro sport. Andate a Genova e ragionate per non far accadere questi disastri che mettono sul lastri

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  • matte2012

    21 Luglio 2010 - 14:02

    E' pazzesco come in Italia anche quella parte del popolo che siede al "potere" sia affetta da una super ignoranza che è veramente paragonabile all'ottusione. Sarebbe opportuno che lor signori, che appartengono comunque ad un partito politico che si proprugna liberale ed Europeista, si sforzassero di vedere il fenomeno venatorio, ampiamente disciplinato a livello comunitario, come un fattore culturale appartenente a tutte le genti Europee e che come tale andrebbe armonizzato con un avvicinamento alle diverse legislazioni nazionali Europee che decisamente sono più in linea con la normativa comunitaria. Poveretti....

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