Incubo islamico

Terrorismo, l'intelligence: "Rischio di un attacco stile 11 settembre in Italia"

Andrea Tempestini

L'allerta è massima. L'intelligence italiana teme per il nostro paese un attacco in stile 11 settembre. La minaccia islamica è drammaticamente concreta. A preoccupare, nel dettaglio, sono gli aerei catturati dagli estremisti islamici all'aeroporto di Tripoli, in Libia, e a quello di Tabqa, ex roccaforte siriana caduta nelle mani delle milizie dell'Is, lo Stato Islamico. Non si nasconde, insomma, la "forte preoccupazione". Il nostro sistema aereo è in stato di massima allerta: l'ipotesi che i terroristi puntino ad utilizzare i velivoli per un nuovo 11 settembre "non è affatto campata per aria", spiega una fonte a Il Messaggero. "Un 11 settembre in Italia". Per voi la minaccia è reale? Vota il sondaggio su Liberoquotidiano.it Blitz in Libia - Un funzionario dell'anti-terrorismo fa notare come quegli aerei si trovino a poco più di un ora di volo dalle coste italiane, e che dunque "sarebbe irresponsabile non predisporre piani nel caso in cui qualcuno stesse pianificando un attentato eclatante". L'aeroporto di Tripoli, infatti, è stato conquistato la scorsa settimana dalle milizie islamiste che hanno fatto piombare nuovamente nel caos la Libia. Nello scalo, spiegano gli 007 del Belpaese, si trovavano decine di aerei passeggeri, e nessuno sa dire con precisione quanti velivoli siano rimasti integri dopo settimane di attacchi e di colpi di mortaio. Eppure viene ritenuto "altamente probabile" che diversi aerei possano ancora volare (non è escluso che il raid notturno effettuato giorni fa dai caccia di alcuni Paesi arabi avesse, in realtà, lo scopo di neutralizzare gli apparecchi rimasti sulle piste). Le misure - L'intelligence italiana cerca di tenere sotto traccia la minaccia, che però è ritenuta reale (così come è ritenuto possibile un attacco a sedi istituzionali e scuole). I centri civili e militari che sorvegliano i cieli del Nord Africa e del Medio Oriente sono stati istruiti affinché venga prestata la "massima attenzione" ai velivoli di cui non sia possibile una immediata identificazione secondo i codici della navigazione aerea. Medesime istruzioni sono state ricevute dalle navi militare in navigazione nel Mediterraeo mridionale. La minaccia, però, arriva anche dalla Siria, dove l'Is ha catturato - insieme a uno dei più grandi arsenali del governo siriano - decine di velivoli militari.