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Treni, in Lombardia arrivano a bordo le guardie armate di pistola

Matteo Legnani
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Giubbotto blu e ricetrasmittente in mano. E fin qui ok. Poi c'è la pistola nella fondina. Pronta all'uso per difendersi o fermare qualche malintenzionato. Non per strada, magari in qualche zona "difficile". Ma sui treni, tra i pendolari. Succede in Lombardia, regione in cui milioni di persone, ogni giorno si spostano con la ferrovia. Controllori aggrediti e picchiati a sangue, donne molestate e stuprate. La crescente minaccia del terrorismo. Per questo, Trenord ha deciso di passare al contrattacco e da ieri le prime guardie giurate hanno preso posto sui treni per garantire maggiore sicurezza. Per ora sono soltanto sei, ma nelle prossime settimane ne arriveranno altre per un servizio che a pieno regime potrà contare su un centinaio di uomini armati. Possono usare l' arma solo in caso di legittima difesa. Delle 6 guardie giurate che hanno preso servizio ieri, due sono salite sulla Bergamo-Milano via Carnate; due sulla S5 Treviglio-Varese e le ultime sulla Como San Giovanni - Milano Garibaldi.

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