Cerca

Riccardo e Manuel

Omicidio di Ferrara, la reazione agghiacciante dei giovani in carcere

13 Gennaio 2017

2
Omicidio Ferrara: come hanno preparato il delitto. Parlano i genitori di Manuel:

Videogiochi e poca scuola. Era questo il credo dei due amici, Manuel e Riccardo, oggi in carcere per aver ucciso i genitori di quest'ultimo. I paesani, come riporta il Corriere, li ricordano inseparabili, sempre insieme nei mesi antecedenti all'omicidio, nullafacenti e con nessun altra aspirazione che giocare alle Playstation e fumare al Club One, il bar di paese, a pochi centinaia di metri dalla villetta del massacro. Saltare la scuola un giorno si e uno no era la prassi per Manuel, il più introverso dei due, Riccardo, più sfrontato, poteva vantare più presenze ma i voti erano disastrosi quanto quelli dell'amico, motivo per cui la madre lo rimproverava, causa scatenante del brutale omicidio. L'amico, più grande di età, in carcere si è dimostrato il più stravolto: "Nessuno ci vorrà più bene, nessuno vorrà più essere nostro amico", è la sua agghiacciante preoccupazione. Il figlio, Riccardo, appare più freddo e quando i pm gli hanno chiesto di parlare, di confessare tutto perché da quelle parole dipende il suo futuro avrebbe risposto, glaciale: "Ma di che c... di futuro state parlando?".

Quando erano troppo stanchi per andare a scuola, dopo aver passato una notte insonne a giocare, i due si rifugiavano nel garage di Riccardo, adattato a monolocale, per schiacciare un pisolino. Quando erano in vena, andavano a ballare, all'Ipanema d'estate e al Caprice d'inverno, dove si divertivano per qualche ora in pista e si scattavano selfie da postare su Instagram, sorridenti con un cocktail in mano, circondati da ragazze. Gli spinelli completavano lo sballo dei due amici, di cui ne facevano un uso smodato, come hanno confermato le analisi dopo l'arresto. La madre di Manuel è ancora incredula, non riesce a credere che il suo bambino sia stato capace di uccidere a sangue freddo la coppia di amici: "Dicono che sia stato lui a uccidere i nostri amici Salvatore e Nunzia ma io non ci credo, non posso credere che l’ascia l’ha usata lui". Cerca giustificazioni, ma invano: "Magari Manuel era sotto ricatto, chissà, forse Riccardo lo ha costretto a farlo..." per poi concludere da sola: "Che cosa cambia, poi? Mio figlio era in quella casa... Io sono anche disposta a perdonarlo ma deve pagare tutto fino in fondo. Tutto".

Entrambi i genitori sono conviti che il figlio si sia fatto trascinare, abbagliato dalla somma ingente promessa dall'amico, "Manuel è un buono, che ci crediate o no. Si è fatto lusingare dai soldi ed erano davvero tanti. I carabinieri li hanno trovati qui a casa, nascosti in un angolo. Un portafoglio gonfio di soldi" ha raccontato il il padre". I genitori di Manuel non abbandoneranno il figlio al suo destino, e nonostante debba pagare, lo circondano del loro appoggio e del loro affetto:"«Ci siamo parlati, con mio marito. E ci siamo chiesti: possiamo abbandonarlo al suo destino? La risposta è no, non possiamo. Io sono sempre sua madre, qualunque cosa abbia fatto, e una madre non smette di voler bene a un figlio così, da un giorno all’altro".

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • remare2006

    13 Gennaio 2017 - 15:03

    Ragionamento più che giusto perché i figli e i genitori non si cambiano e non si abbandonano mai.

    Report

    Rispondi

  • satanik

    13 Gennaio 2017 - 14:02

    Peggio degli italiani? Solo altri italiani!

    Report

    Rispondi

media