Cerca

Considerazioni amare

Vittorio Feltri: perché aiutare gli africani è un'idiziozia

11 Luglio 2017

24
Vittorio Feltri

Leggo qua e là, con crescente insistenza, che bisogna aiutare i Paesi africani ad emanciparsi economicamente e civilmente. Buona intenzione e parole bellissime che, però, alimentano soltanto l’illusione che si possano stroncare le immigrazioni in Europa e soprattutto in Italia.

In realtà il Continente nero è depresso per antichissima tradizione, non si è mai sforzato nei secoli di svilupparsi, essendo privo completamente di cultura del lavoro. La gente è abituata a tirare a campare con quel poco che ha, non ha né la voglia né la forza di liberarsi dalla miseria. Subisce la propria condizione e non si dà da fare per migliorarla. Quando l’Occidente ha cercato di darle una mano, inviando laggiù capitali nel tentativo di stimolare l’economia, i satrapi locali si sono impossessati del denaro e si sono arricchiti senza preoccuparsi di andare in soccorso al popolo. Questo è un fenomeno accertato ed è velleitario continuare a pensare che si debbano inviare finanziamenti, più o meno importanti, in una terra incapace di utilizzarli a fini sociali.

Da oltre un secolo l’Italia, e non solo l’Italia, foraggia le tribù africane d’ogni tipo senza ottenere il benché minimo risultato concreto. Coloro che insistono a predicare che i potenziali migranti si potrebbero far diventare stanziali sostenendoli con iniezioni di quattrini sbagliano di grosso, non conoscono l’inettitudine dei neri ad intraprendere qualsiasi attività produttiva.

Essi sono da sempre impegnati a farsi la guerra per assicurarsi il dominio delle varie regioni. Nei loro programmi prevalgono motivi tribali e viene trascurato il benessere popolare, del quale capi e stregoni con ambizioni dittatoriali se ne infischiano bellamente. Quindi è da ingenui e da ignoranti seguitare ad affermare che i migranti economici, se fossero invogliati a rimanere dove sono grazie al nostro sostegno, eviterebbero volentieri di prendere la via del mare allo scopo di trasferirsi in Italia.

La penisola attrae aborigeni e selvaggi perché li affascina con i suoi bagliori di bella vita, promettendo a tutti accoglienza e assistenza gratuita, cibo e alloggi, poco lavoro e ottime retribuzioni. Essa inoltre è tollerante con chi commette reati, pochi delinquenti finiscono in galera e comunque non ci rimangono a lungo. Meglio di così... Sui marciapiedi delle città non si contano gli ambulanti abusivi che vendono di sfroso qualsiasi mercanzia contraffatta, facendo concorrenza sleale ai commercianti regolari e muniti di licenza. Chi li persegue? Chi li punisce? La magistratura è inflessibile con chiunque ed è larga di manica con gli stranieri, finge di non vederli. La polizia locale ti strangola se parcheggi in zona vietata, ma perdona i vu’ cumprà. Ovvio che gli africani non cessino di imbarcarsi avendo quale meta il Bengodi.

Gli uomini neri che incontriamo ogni volta scendiamo in strada ovvio ci facciano pena. Mia moglie mi obbliga a dare un euro a ciascuno di essi, ai quali si sono aggiunti i venditori di rose, insistenti e rompicoglioni. Io abbozzo, ma mi chiedo se sia questo il modo migliore per risolvere il problema dell’immigrazione.

Un’ultima riflessione. Come mai i cinesi si sono arrangiati per conto proprio? La Cina fino a trenta anni fa era un mortorio, peggio dell’Africa. Poi si è svegliata e si è comprata mezzo mondo, è diventata una potenza mondiale, ha acquistato perfino le migliori squadre di calcio italiane, insomma minaccia di conquistarci. Significa che hanno il lavoro nel sangue. Lo sanno fare bene e ci battono.

I neri invece sono gli stessi poveracci di un secolo fa. Ci sarà un perché? Crediamo di sì.

di Vittorio Feltri

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Il graffio

    13 Luglio 2017 - 12:12

    Concordo con analisi di Feltri posso testimoniare di avere occasionalmente visitato il Ghana svariati anni orsono ed aver verificato come una minoranza di uomini lavorino o abbiano una piccola impresa. Per il resto in genere è la donna che lavora anche sodo.

    Report

    Rispondi

  • pithard

    12 Luglio 2017 - 17:05

    Sembra di leggere il resoconto di un viaggiatore dell'ottocento in Africa. Stessi pregiudizi, stessa cecità storica. Feltri scrive per il lettore medio di libero, da quello che è il loro giusto pasto quotidiano, e lo fa con estrema eleganza.

    Report

    Rispondi

  • gigi0000

    12 Luglio 2017 - 16:04

    Le nigeriane vengono costrette alla prostituzione con riti vudù e noi vorremmo educare questa gente? I figli ed i nipoti, che ho conosciuto, di un pezzo molto grosso africano preferivano vivere in Europa, in condizioni economiche e sociali davvero da terzo mondo, piuttosto che tornare in Africa. E di nulla si meravigliavano i loro parenti, durante le visite diplomatiche ed altre incursioni.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media