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Lampedusa

Immigrazione, protestano Forza Italia e Lega: "La Guardia costiera ridotta a taxi degli scafisti"

6 Agosto 2017

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Immigrazione, protestano Forza Italia e Lega: "La Guardia costiera ridotta a taxi degli scafisti"

Le aspettative degli italiani sul Codice di condotta della Ong si sono dissolte alla prima occasione, in particolare quando la nave di Medici senza frontiere ha potuto consegnare 130 migranti recuperati nel Mediterraneo alle navi militari italiane vicino Lampedusa. Un vero e proprio servizio taxi, con tanto di coinvolgimento dei mezzi della Guardia costiera contro la quale si è scagliato il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani: "Che un corpo dello Stato sia il primo a non applicare il Codice di condotta del governo è inaudito e sintomo di un grave problema nella catena di comando e nel sistema di coordinamento con gli altri corpi dello Stato". Quella svolta da Msf e la Guardia costiera è stata secondo Romani: "Una procedura inusuale e due volte irregolare, che ha oltretutto esposto i migranti ad ulteriori rischi, assieme ai nostri uomini della Guarda Costiera costretti ad operare quotidianamente in situazioni difficili e al di fuori dei propri compiti precipui.  Tale avvenimento impone al governo di prendere provvedimenti nei confronti dei vertici di un corpo dello Stato che è tenuto ad uniformarsi alle disposizioni dell’esecutivo ma anche di valutare l’assorbimento della Guardia Costiera nella Marina Italiana".

"Siamo oltre il ridicolo e oltre la decenza - ha rincarato l'ex ministro della Lega Roberto Calderoli -  Adesso facciamo il servizio taxi aggiuntivo alle navi Ong andandoci a prendere con le nostre imbarcazioni gli immigrati che le Ong vanno a pescarsi in acque libiche. Ma ci rendiamo conto? Non solo non è cambiato nulla, da un punto di vista dell’invasione, ma al danno si aggiunge pure la beffa delle spese per il trasbordo di questi immigrati prelevati ieri dalla nave di MSF, una delle Ong che non ha firmato il codice di condotta, e portati nei nostri porti dalle imbarcazioni della nostra Guardia Costiera. Ma allora tanto valeva non fare nulla e lasciar fare il servizio taxi alle navi Ong. Il principio - spiega - deve essere quello di bloccare in toto l’attività di queste navi Ong, bloccando di conseguenza gli sbarchi, non fare la staffetta al largo per fargli risparmiare carburante e seccature. Assurdo, demenziale. Questi immigrati prelevati in acque libiche non dovevano arrivare in Italia ma finire a Malta o in Tunisia. Siamo veramente ridicoli".

La risposta del governo però era già arrivata in mattinata, nessuna marcia indietro stando alle parole del viceministro degli Esteri, Mario Giro, in un'intervista alla Stampa: "Le nostre navi continueranno a raccogliere i migranti. Sarebbe auspicabile, anche quelli ospitati da imbarcazioni bloccate dalla Guardia costiera libica, quando le nostre imbarcazioni siano in condizione di poterlo fare. Perché riportarli in Libia, in questo momento, vuol dire riportarli all’inferno"

Parole che arrivano dopo che la Marina militare libica ha annunciato l’arresto di 826 migranti in due diverse operazioni a Nord di Sabrata e Zawia. Riportare semplicemente queste persone in Libia non garantisce la loro incolumità e non risolve le situazioni. "Esatto - afferma Giro - i migranti finiscono in centri di detenzione nelle mani delle milizie, che ne approfittano per fare i loro commerci; questa politica non raggiunge nemmeno l’obiettivo di alleggerire la situazione, c’è molta gente che vive su questi traffici. Per ora non è stato possibile avere dei campi "normali" in Libia, sotto il controllo delle istituzioni internazionali, è un obiettivo da raggiungere, quello reale".

Però dopo la sfida di uno dei vice del premier Sarraj, anche il governo riconosciuto della Libia sembra ora diviso sulla nostra missione navale? "Quello che è importante è quello che pensa la parte più forte, le milizie di Misurata e di Tripoli stessa, sappiamo ci sono diverse sensibilità anche nel governo di Tripoli", osserva il viceministro.

Quanto alla questione Ong, Giro sostiene: "Può esserci dietro alcune Organizzazioni non governative un’ideologia ’no border’, una sorta di estremismo umanitario; ma va compreso, di fronte alla tragedia che sta avvenendo. Preferisco un estremismo umanitario ad altri tipi di estremismi". La collaborazione con le Ong continuerà? "Su questo tema non bisogna scaldarsi troppo. Ci vuole un atteggiamento pragmatico che riconosca come le Ong siano ormai divenute una componente imprescindibile del diritto internazionale umanitario".

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Commenti all'articolo

  • Gilauri

    08 Agosto 2017 - 17:05

    Grande è l’esempio offerto dai nostri cari politici che hanno fatto della brexit uno strumento di taglieggiamento, una sorta di minaccia di pizzo. Ci siamo presi l’esclusiva di una immigrazione straordinaria noi italiani che non abbiamo da dare lavoro agli italiani stessi (centomila giovani italiani emigrano ogni anno) per gestirla con i fondi UE, e poi tentare di smistarla nei paesi che non han

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