faziosità

I preti di Como si vendicano della chiusura del centro migranti e leggono una lettera contro Salvini

Caterina Spinelli

La Chiesa fa politica anche quando non dovrebbe. A Como, infatti, domenica 16 settembre - riporta Il Corriere di Como - alcuni preti, consigliati dalla Caritas, hanno letto una lettera contro Matteo Salvini proprio durante l'omelia. Il motivo è datato: già da tempo la Lega e la Chiesa Cattolica sono ai ferri corti a causa della decisione del governo gialloverde di chiudere il centro migranti di via Regina. "Non ho mai messo in discussione il ruolo della Diocesi, dei volontari e dalla Caritas, anzi rispetto il loro impegno - riferisce il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni - Ma non è possibile accettare ingerenze nella politica".  Leggi anche: Diciotti, ecco come la Caritas ha aiutato i fuggitivi Molteni mette subito in chiaro che "il campo è nato per una situazione di emergenza" e passata la fase critica, che ha comunque comportato la proroga di un anno nell'apertura, "è stato giusto, viste le condizioni attuali, procedere con lo sgombero e la chiusura della struttura. Per mantenere in funzione il campo ci volevano delle motivazioni che nessuno ha presentato, e inoltre ha dei costi non indifferenti". Leggi anche: Nicola Molteni contro Roberto Fico sul tema immigrazioni, ecco cosa si sono detti Il giorno prima della Messa, la Caritas ha diffuso una nota firmata da don Fabio Fornera, vicario episcopale per la pastorale: "Sappiamo bene che i migranti e i poveri non spariranno dall'oggi al domani, essendo la nostra città un luogo di frontiera, ma i migranti continuano ad arrivare e senza un reale impegno globale all'accompagnamento umano dei flussi, in un luogo di frontiera come il nostro, è logico che i passaggi non siano destinati a esaurirsi". Ma la nota non si conclude qui, perché il prete manda un'esplicita frecciatina al governo Conte: "Riteniamo ipocrita sfruttare le competenze di cittadini, associazioni e volontari quando serve. Per poi invece ignorarli, non interpellarli e non ascoltarli prima di operare scelte che intaccano la vivibilità della stessa città". Nel frattempo Molteni e la Lega hanno chiesto urgentemente un incontro al vescovo di Como.