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Desirée Mariottini, le bestie: tenuta sveglia ad acqua e zucchero, poi... "Lasciamola morire che è meglio"

Caterina Spinelli

Desirée Mariottini si sarebbe potuta salvare, ma a toglierle la vita sono stati gli stessi spacciatori che l'hanno stuprata: "Diamole acqua e zucchero" dicevano per rianimarla. Come se la giovane avesse avuto un semplice mancamento e non fosse stata drogata al punto da perdere i sensi per essere poi stuprata. All'interno dell'edificio abbandonato, nel quartiere degradato di San Lorenzo (Roma) - spiega Il Tempo -, c'erano anche delle donne che, impaurite, chiedevano di poter chiamare i soccorsi. Forse in quel caso la 16enne di Cisterna di Latina sarebbe sopravvissuta, ma le bestie che l'hanno uccisa si sono rifiutati: "Meglio farla morire" ribadivano. E infatti, dopo dodici ore di agonia, il cuore di Desirée ha subito un arresto cardiocircolatorio.  Leggi anche: L'amica di Desirée: "Se mi date la droga, io non dico nulla" Per i genitori dell'adolescente sono momenti strazianti, la famiglia non sapeva minimamente di quella vita parallela che la giovane conduceva. Da settimane faceva avanti e indietro, dalla sua città alla Capitale con un pullman o un treno, pur di recuperare quella dose di cui aveva bisogno. "Vado a dormire da un'amica" aveva detto la notte di mercoledì 17 ottobre alla nonna. Una telefonata breve, tanto da far arrabbiare chi l'aveva in custodia. Effettivamente quella sera Desirée è stata a casa di Antonella, una sua conoscente: "Giovedì io e Desy abbiamo discusso, lei si è rifiutata di venire via con me ed è entrata in quel palazzo - racconta in lacrime Antonella -. Avrei potuto salvarla". Ieri, 26 ottobre, la squadra mobile ha catturato anche il quarto uomo: si chiama Yusif Salia, ha 32 anni e anche lui come gli altri assassini è senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti.