Intrigo

"Preti pedofili, ma la Chiesa...". Un nuovo assalto a Francesco: lo sfregio pubblico di Fra.Tino

Maria Pezzi

"Il povero Fra.Tino" è un anonimo. E' un misterioso personaggio che a Venezia sta agitando parecchio il patriarca Moraglia.  Da alcuni giorni l' area Marciana, con le numerose chiese attorno a San Marco, è disseminata di volantini. Qualcuno, si legge sul Fatto Quotidiano, incurante delle telecamere, li ha affissi davanti a San Zulian, San Salvador, San Lio, Santa Maria Formosa e San Moisè. I testi di alcuni manifestini sono finiti in Procura. Ci sono attacchi diretti al vescovo Francesco Moraglia e alle sue ambizioni di diventare cardinale. Con informazioni dettagliate sulle mosse del presule che da 6 anni è in attesa della porpora, per ingraziarsi il Vaticano. Se siano anche precise e veritiere, lo dovranno accertare i carabinieri che indagano sull' ipotesi di diffamazione, sollecitata da una Curia indignata. Per approfondire leggi anche: Papa Francesco va negli Emirati Sicuramente l' immagine della chiesa veneziana ne esce a pezzi, mentre si cerca un "corvo" (o forse due). La parte più scottante riguarda i nomi di cinque sacerdoti, accusati di atti "deprecabili". Il riferimento sembra essere a pedofilia, sesso e corruzione nella Chiesa. Monsignor Moraglia viene tirato in ballo perché avrebbe chiuso un occhio. C'è poi un secondo volantino del sedicente "Fra.Tino", con nuove "Notizie dal Patriarcato".  Pare abbastanza certo che la talpa arrivi da stanze ecclesiastiche. C'scritto che il presule, rientrato da un incontro della Cei, avrebbe riunito i preti precisando "che serve massima attenzione e unità interna per non fallire il prossimo (auspicabile) riconoscimento della porpora". "Non vuole essere coinvolto in queste diatribe" riferendosi a Papa Francesco. Un' aggiunta conduce al professore Alessandro Tamborini, docente di Scienze religiose, "plenipotenziario, responsabile nazionale di Forza Nuova per le politiche di tutela e promozione del patrimonio culturale e artistico". Tamborini, di simpatie neofasciste, ha subito scritto ai giornali negando di essere il delatore. "Fra.Tino" conclude: "Il patriarca ha tenuto a sottolineare che è lui a comandare e tutti debbono ubbidire. Ma non si accorge che le chiese vengono chiuse e il gregge dei fedeli viene disperso?".