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Roma, simulava la scena di uno stupro, così violentava le giovani attrici che si presentavano al finto casting

Ventura Cigno

Si faceva chiamare "Maestro" Pino Flamini, il regista romano di 69 anni finito ai domiciliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di 5 ragazze, di cui 3 minorenni. La tattica era sempre la stessa: reclutava le giovani attrici attraverso annunci online e queste, una volta arrivate nel suo seminterrato per il finto casting, venivano sottoposte al solito copione. Con una telecamera puntata sulle vittime, l'uomo le faceva sedere sul divano dove diventavano protagoniste di filmati a luci rosse. La violenza veniva sempre celata dalla scusa di dover simulare un atto di stupro "previsto nel film". Come riporta il Quotidiano Nazionale, gli inquirenti nell'ufficio di Flamini hanno trovato decine di video che ritraggono i falsi provini delle ragazze visibilmente terrorizzate. Il regista cercava prima di spogliarle e poi di abusare di loro. Alcune delle vittime sono riuscite a scappare, altre invece non sono riuscite a liberarsi dalla morsa del mostro. A mettere un punto fermo in questa vicenda di abusi è stata la denuncia di due collaboratori dell'uomo che hanno rivelato ai carabinieri la trappola con la quale il regista e produttore era solito adescare le ragazze.  Flamini a Roma è un personaggio molto conosciuto, non solo nelle vesti di regista ma anche in quanto presidente dell'associazione Amor e in qualità di organizzatore di eventi presso la casa discografica Kings. Infatti, si teme che le vittime non ancora note possano essere molte e che non abbiano sporto denuncia per la fama che precede l'uomo.