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Dramma a Scandiano

Reggio Emilia, bimbo di 5 mesi muore: i genitori ghanesi hanno cercato di circonciderlo in casa

24 Marzo 2019

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Reggio Emilia, bimbo di 5 mesi muore: i genitori ghanesi hanno cercato di circonciderlo in casa

Non c'è stato niente da fare per il bimbo di appena 5 mesi morto dopo essere stato circonciso in casa. L'intervento, effettuato nell'abitazione di famiglia a Scandiano in provincia di Reggio Emilia, ha avuto conseguenze fatali. I medici hanno fatto di tutto per salvarlo, ma il neonato non è sopravvissuto. Sulla terribile vicenda la procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico dei genitori.

Secondo la prima ricostruzione, in casa erano presenti sia la madre che il padre, di quaranta e trent'anni, entrambi di origine ghanese e regolari in Italia. La coppia ha altri tre figli.Il piccolo è arrivato al pronto soccorso Magati di Scandiano in condizioni disperate. Vista la gravità, è stato trasferito d'urgenza in elisoccorso all'ospedale Sant'Orsola di Bologna, dove è spirato nella notte tra venerdì e sabato. Sul caso indagano i carabinieri di Reggio Emilia, che hanno chiesto il massimo riserbo. La sostituta titolare del fascicolo è la dottoressa Isabella Chiesi. La salma è a disposizione della procura. Sul corpicino sarà effettuata l'autopsia. Non si tratta del primo episodio: a fine dicembre un bambino di 2 anni, figlio di nigeriani, è morto per lo stesso motivo a Monterotondo, vicino a Roma. Nel 2016, invece, aveva fatto scalpore il decesso del piccolo Hanry, a un mese di vita per colpa di un'infezione.

Da anni Foad Aodi, fondatore dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), si batte contro le circoncisioni "fai da te" che, ha più volte spiegato, "sono più del 35% del totale nel nostro Paese, per motivi economici e la mancanza di strutture autorizzate". La presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza, Licia Ronzulli di Forza Italia, ha chiesto all'autorità giudiziaria "di fare chiarezza", e alle istituzioni "di impedire che episodi di questo genere si possano ripetere". Per Ronzulli "è gravissimo che un neonato, oggi, in Italia, possa morire per una circoncisione", pratica effettuato sia per motivi religiosi che igienici o clinici.

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