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Di Pietro Senaldi

Sea Watch, l'Europa ci rifila tutti gli immigrati: l'ultima vergogna contro l'Italia

16 Giugno 2019

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Sea Watch

L'emergenza immigrazione è finita. Da quando Salvini è ministro dell' Interno gli sbarchi sono calati dell' 85% e i morti in mare sono diminuiti del 402%. Infatti, se un anno fa per la maggioranza degli italiani quello dei profughi era il problema numero uno, oggi, stando ai sondaggisti Ghisleri e Piepoli, lo considera tale solo il 10% della popolazione, che invece per il 40% ritiene quella dell' occupazione la grande questione insoluta. I dati spiegano perché la Lega, partito del ministro dell' Interno, partendo dalla metà dei voti, ha doppiato in dodici mesi Cinquestelle, ossia quello del ministro del Lavoro.

La sinistra per anni ha sostenuto che l' immigrazione dall' Africa era un fenomeno incontrastabile, al quale non si poteva che arrendersi e, non sapendo come affrontarlo, ha tentato di spacciarlo come una benedizione, la santa provvidenza che avrebbe salvato l' economia italiana dalla crescita e il Paese dall' estinzione. Gli italiani non hanno abboccato, si sono sentiti minacciati, hanno cambiato governo e sono stati premiati. Da emergenza l' immigrazione è così diventata una questione grottesca; o meglio, una grande presa per i fondelli per l'Italia, con ognuno dei protagonisti che pretende di dire a Salvini, il solo ad aver sistemato le cose, come dovrebbe comportarsi.

LA PRESA IN GIRO
In queste ore sta bighellonando per il Mediterraneo la Sea Watch, famigerata nave delle Ong, che già ha scaricato migliaia di clandestini sulle nostre coste. Un mese fa era al largo della Sicilia, carica di profughi che il vicepremier leghista non voleva far scendere a terra. Così un magistrato italiano ha pensato di mettere l' imbarcazione sotto sequestro, in modo che i clandestini potessero sbarcare, salvo poi liberarla poco dopo, in modo che tornasse a fare il proprio lavoro.

Alla presa in giro si aggiunge la beffa. La Sea Watch avrebbe salvato un altro carico di migranti a poche miglia dalle coste libiche. Tripoli ha contattato l' equipaggio mettendo a disposizione un porto per lo sbarco, ma gli agenti umanitari se ne sono fregati. La nazione più vicina sarebbe la Tunisia, dove non ci sono guerre né particolari problemi e con tanti attracchi disponibili, ma neppure questi sono stati presi in considerazione. Quelli della Sea Watch hanno ignorato anche Malta, dopo aver finto di deviare per un momento verso le coste della Valletta e puntano dritto all' Italia. Ci considerano governati da un razzista, fascista e xenofobo ma inspiegabilmente vogliono portare solo qui il loro carico umano. Singolare contraddizione, legittima a pensare male. Forse agli umanitari della nave non importa molto del futuro di coloro che salvano.

Hanno un obiettivo politico. Si sono inventati un lavoro, con la chiusura delle rotte Salvini rischia di lasciarli disoccupati e loro lo combattono per affermare che il Mediterraneo resta aperto ai clandestini, quindi le ong possono continuare a vivere delle generose offerte che gli fanno i gonzi che le finanziano. Soldi che, se investiti in Africa, aiuterebbero più persone di quelle portate qui e poi abbandonate nei centri lager. È il solito discorso degli affari milionari che ruotano intorno all' accoglienza. Riducendo provvigioni e sbarchi, Salvini si è attirato l' ira delle associazioni cattoliche e delle cooperative rosse che gestivano gli arrivi.

LA GUERRA A GHEDDAFI
Nella presa per i fondelli generale non poteva mancare l' Europa, che ha rivendicato un ruolo di primo piano. Non ha mai fatto nulla per aiutarci, a detta degli stessi europeisti del Pd, però anche ieri è voluta salire in cattedra, difendendo la Sea Watch e affermando il suo diritto a puntare le coste del Belpaese, perché quelle della Libia non sono sicure. Perfino a Conte è saltata la mosca al naso. Il nostro premier ha rimproverato gli altri Stati di riempirsi la bocca con il ritornello dell' accoglienza ma non fare nulla di concreto. Forse a Bruxelles, quando ci dicono che i profughi non possono tornare in Libia perché non è un approdo sicuro, qualcuno non ricorda che l' Unione, con la collaborazione di Obama, ha destituito Gheddafi e destabilizzato il suo Paese per venire incontro agli interessi francesi a danno dell' Italia, fatto esplodere la bomba immigrazione e depositato la grana qui da noi, chiudendo le frontiere e sospendendo il trattato di Schengen per non avere rogne. Anziché farci la lezione, salvo nascondersi quando si tratta di prendere la loro quota di immigrati, i nostri euroalleati potrebbero almeno star zitti dall' inizio.

Per finirla con questo penoso tira e molla bisognerebbe avere il coraggio di affondare la Sea Watch, dopo aver sbarcato per l' ultima volta il suo carico umano e aver messo in mano a ciascun arrivato un biglietto per Bruxelles.

di Pietro Senaldi

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