Delitto

Morte Luca Sacchi, i killer non erano soli: il video che sbugiarda la fidanzata Anastasiya

Maria Pezzi

Prima dell'omicidio, a differenza di quanto era emerso finora, non vi sarebbe stato il tempo né di un' aggressione né di una colluttazione. Luca sarebbe stato ucciso a sangue freddo, vittima di una vera e propria esecuzione. Dagli esami medici, poi - contrariamente a quanto denunciato dalla fidanzata - non risulterebbe alcuna ferita al collo di Anastasiya Kylemnyk, la compagna di Sacchi, il 24 enne ammazzato con un colpo di pistola alla nuca mercoledì sera vicino al pub John Cabot, a Roma, nel quartiere Appio. La ricostruzione fornita dalla giovane ucraina, secondo quanto trapela da fonti investigative, sarebbe piena di incongruenze. Nei prossimi giorni, forse già oggi, il pm l' ascolterà nuovamente. La ragazza potrebbe finire nel registro degli indagati, ma per ora non ci sono conferme. Oltre alla dinamica dei fatti i magistrati intendono chiarire quanti soldi vi fossero esattamente nello zainetto rosa della 25 enne, ritrovato vuoto: il sospetto è che la somma fosse ben superiore ai 2 mila euro di cui si era parlato all' inizio, denaro che sarebbe servito ad acquistare droga. Si parla di una cifra 5-10 volte superiore. Dei soldi, però, al momento non v' è traccia. Leggi anche: Feltri sull'omicidio di Luca Sacchi Nuove ipotesi Una somma così ingente avrebbe reso plausibile la pista della rapina finita in tragedia, ma il colpo di pistola sparato a bruciapelo, chiaramente, ha fatto prendere agli investigatori altre direzioni. Tanto più, dicevamo, che i fatti non tornano. Il quadro iniziale, quello dei fidanzati aggrediti e rapinati mentre passeggiavano, di Luca che tenta di difendere Anastasiya e viene freddato, sembra essersi sgretolato. Detto del referto medico che escluderebbe violenze a danno della straniera (è stata comunque ritrovata una mazza da baseball in un campo a ridosso del Grande raccordo anulare), c' è anche la testimonianza del titolare del negozio di tatuaggi di via Bartoloni dove la giovane si è rifugiata dopo l' omicidio per lavarsi le mani ricoperte del sangue del compagno. L' esercente non ha notato segni o ferite sul corpo di Anastasiya. Dalle telecamere di sorveglianza che riprendono la Smart con a bordo gli arrestati, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino - ecco l' elemento che potrebbe fornire l' ulteriore svolta alle indagini - si vede l' auto che supera il pub, svolta a sinistra in via Mommsen, compie il giro dell' isolato, imbocca due sensi unici e poco dopo spunta di nuovo dalla parte opposta di via Bartoloni. A quel punto si ferma. Dopo qualche istante la macchina riparte e gira a destra in via Mommsen, dove si ferma in seconda fila. Sono le 22.59. Lo sparo sarebbe avvenuto alle 23, solo un minuto più tardi. Ecco che, dicevamo, non ci sarebbe stato il tempo per una rissa o per un contatto ravvicinato e prolungato tra Del Grosso e Pirino e i fidanzati. Luca, si fa largo quest' ipotesi, sarebbe stato giustiziato. Oltre alla nuova testimonianza di Anastasiya potrebbe risultare decisiva anche quella di alcuni ragazzi che secondo polizia e carabinieri mercoledì sera avrebbero fatto da intermediari per la vendita di droga. Le forze dell' ordine sono sulle loro tracce. Del Grosso, il killer, e Pirino, dunque non sarebbero stati soli. Anzi: potrebbe essere stato uno di quei ragazzi a dare la pistola a Del Grosso. La parola Nel frattempo tiene banco la polemica politica. «Non ho mai fatto riferimento all' uso di droghe, men che mai da parte della vittima» ha dichiarato il capo della polizia Franco Gabrielli in risposta al capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari, secondo il quale Gabrielli aveva «accostato Luca Sacchi all' idea di un drogato». Il capo della polizia ha tenuto a precisare: «Chiunque sostiene che io abbia detto questo fa affermazioni prive di fondamento, calunniose verso le istituzioni e rischia di provocare ulteriore dolore ai familiari della vittima. Mi sono limitato a dichiarare, per evitare letture distorte e strumentali dell' accaduto, che gli accertamenti investigativi, una volta resi pubblici dall' autorità giudiziaria, avrebbero evidenziato come non si fosse trattato di un semplice scippo». Gabrielli ha ricevuto il sostegno di diversi esponenti Dem e del M5S. di Alessandro Gonzato