Cosa non torna

Luca Sacchi, Anastasiya Kylemnyk "già condannata": il più cupo dei sospetti sulla bionda dei misteri

Davide Locano

L'angelo biondo, in realtà, è una strega cattiva. Ha il cuore nero di tenebra, la capacità di mentire di una consumata professionista del crimine, la spregiudicatezza di chi ha vent'anni e si sente padrone del mondo: del resto, con quegli occhi azzurro cielo potrebbe raccontare qualunque balla. Prendersi gioco degli altri senza fatica. Se Luca Sacchi è morto, se «l' amore» della sua vita è stato ucciso come un cane su un marciapiede di Roma, in fondo è per colpa di questa bionda ucraina che tanti vorrebbero vedere in galera e invece, tu guarda la solita fortunata, è libera di starsene nella sua casa al caldo e soggetta soltanto all' obbligo di firma. Lei può uscire, andare in palestra, farsi i selfie da top model e perfino mangiarsi una pizza con gli amici, mentre Luca è morto. Leggi anche: Anastasiya, le chat criptate. Per i pm è "una professionista" Luca che era «pulito», sano e atletico, Luca che era innamorato pazzo e la faceva sentire una principessa. Luca che dal 23 ottobre non c' è più anche per colpa di questa stronza. Ecco. Non siamo ancora arrivati alle minacce di morte, ma contro Anastasiya Kylemnyk si è già scatenato il plotone dei colpevolisti: tutti pronti a sparare sulla giovane bellezza venuta da lontano perché «non dice la verità», «è una bugiarda patentata», «è troppo misteriosa», «non collabora con gli inquirenti», «nasconde sicuramente qualcosa», «è falsa», «poi tradiva il povero Luca», «è una straniera piena di segreti», «la famiglia Sacchi l' aveva accolta come una figlia e lei se n' è approfittata». COMPLOTTISTI e 007 C'è chi sui social si spinge addirittura a ventilare che l' attenzione mediatica morbosa nei confronti di questa ragazza sia dovuta in realtà a un' attività di depistaggio: Anastasiya serve per nascondere temi più gravi, più seri: sono i servizi segreti che hanno decretato di darle tanto spazio in tv e sui giornali per distrarre il popolo italiano dai problemi economici, si legge in Rete su una pagina così assurda da essere chiusa nel giro di mezza giornata. Difficile trovare una voce fuori dal coro (tranne quella dell' avvocato difensore Cincioni), perché secondo l' opinione pubblica Anastasiya è da condannare senza se e senza ma. Lei sapeva tutto di quella tragica sera, conosceva Giovanni Princi, compagno di Luca al liceo Kennedy, si fidava di lui e magari il loro rapporto andava al di là della semplice amicizia. Princi era già pregiudicato per droga e ora è finito dentro perché i 15 chili di marijuana erano destinati a lui, ai suoi affari, ma lui ha usato lo zainetto rosa di "Nastia" per infilarci dentro i 70mila euro con cui pagare i pusher di San Basilio, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, entrambi dietro le sbarre per l' omicidio del personal trainer. Soggetti, questi ultimi, avvezzi a maneggiare droga, a organizzare scambi e ad attingere da spacciatori più esperti, come i De Propris, che gestivano la piazza della periferia romana. Luca e Anastasiya non facevano parte di questo giro, lei ha dichiarato che quella sera di ottobre doveva essere come una delle altre mille sere passate con il fidanzato e gli amici a bersi una birra in un locale. Teneva il cane al guinzaglio, la ragazza; niente lasciava presagire la violenza che sarebbe scaturita di lì a poco. La Kylemnyk si è anche presa una bastonata in testa da Pirino, ma perfino tale particolare è stato oggetto di discussione sui social: «Sarà vero?». E poi le sue prime versioni smentite dalle carte dell' inchiesta. Fino all' interrogatorio di fronte al gip: «Non sapevo dei 70mila euro nel mio zaino. È colpa di Princi». Il mistero s' infittisce. Gli inquirenti che hanno sequestrato i telefonini della baby sitter ucraina (uno dei quali era senza Sim) sperano di ricavare elementi utili dalle chat criptate scambiate con Princi, come pure dai rilievi sull' auto dell' indagata. Ma ci sarebbe anche un mister X, un finanziatore il cui nome finora è rimasto coperto il quale ha sborsato i 70mila euro in contanti. Anche di questo ovviamente la "vedova" 25enne è al corrente ma non intende parlare. Silenzi, tradimenti e contraddizioni, insomma: ci sono tutti gli ingredienti per una spy story in cui la bionda ha un ruolo da protagonista. Ma questo non è un fillm, non è Scarface e Luca Sacchi è stato davvero ammazzato da due balordi armati di bastone e pistola: uno «fulminato» e l' altro che aveva «perso la brocca» alla vista di tanti soldi tutti insieme. di Brunella Bolloli