Parla il padre del sospetto

Coronavirus, il paziente zero non è di Codogno? "Mio figlio e il cognato non si sono mai visti, chissà se..."

Giulio Bucchi

Caccia al paziente zero che ha diffuso il coronavirus a Codogno. Il primo focolaio italiano, nel Lodigiano, è con il fiato sospeso perché il principale "sospettato", il manager tornato dalla Cina a fine gennaio e andato a cena con l'amico 38enne (nella foto) primo infetto e ancora in gravi condizioni in terapia intensiva, con il Covid 19 non c'entra nulla. Sollievo per il diretto interessato, angoscia per il resto della comunità. L'uomo da 7 anni si è trasferito in estremo Oriente, spiega il Corriere della Sera, e torna a Codogno solo per pochi giorni all'anno. Come qualche settimana fa: quando torna a casa, passa le sere a cena con i vecchi amici, tra cui appunto il 38enne contagiato. È stata la moglie del paziente a ricordarsi di quell'incontro, mettendo in allarme il Pronto soccorso di Codogno quando il danno era ormai fatto. Giorni preziosissimi sprecati. Subito il presunto untore è stato contattato e sottoposto ai test-tampone, risultati però negativi. Una amarissima sorpresa, visto che scovare il paziente zero sarebbe un passo decisivo per contrastare e delimitare, per quanto possibile, il perimetro del contagio. Altro inspiegabile dettaglio: è risultato invece positivo al virus anche il cognato del manager "cinese". "Il marito di mia figlia - spiega al Corsera il padre del paziente zero mancato - viaggia spesso per lavoro in tutt'Italia. Ha il virus ma al momento sta bene. Chissà dove se l'è preso... Sta bene anche mia figlia che è risultata negativa al test. E comunque da quando mio figlio è rientrato dalla Cina, un mese fa, non ha mai incontrato suo cognato quindi non poteva in ogni caso essere lui ad averlo contagiato".