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Napoli, il papà del 15enne ucciso: "Ragazzata, non rapina. Il carabiniere? Non dico sia un carnefice, però..."

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Il padre del 15enne ucciso da un carabiniere a Napoli esce allo scoperto. Ci sono alcuni interrogativi che l'uomo si pone sulla vicenda, che per lui non è stata una rapina ma una "ragazzata". La procura ha aperto un indagine per eccesso colposo di legittima difesa nei confronti del carabiniere, che per la famiglia non ha agito in maniera corretta: "Non voglio dire che mio figlio è la vittima e l'altro è il carnefice - esordisce il padre del 15enne - però lo ha sparato alle spalle dopo avergli sparato in petto. Voleva ucciderlo, altrimenti se avesse voluto arrestarlo, gli avrebbe sparato alle gambe". Il padre descrive il figlio come "un ragazzo solare, timido e pieno di sentimenti. È stata una ragazzata secondo me, poi può pure essere che invece lui era un professionista e io non mi sono accorto di nulla, però se fosse stato un professionista avrebbe agito diversamente. Resta il fatto che il carabiniere gli ha sparato in petto e dietro la testa - chiosa il padre del 15enne - chi sbaglia paga, non deve esistere che chi ha la divisa si salva".

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