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Coronavirus, a Milano gli eroi dell'Atm: nessuna assenza

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Potevano restare a casa. Mettersi in malattia un po' e poi vedere l' evoluzione minuto per minuto di ordinanze e contagi. Cedere alla paura e, in definitiva, approfittare dell' emergenza Coronavirus per non presentarsi al lavoro. Invece i lavoratori dell' Atm, l' Azienda dei trasporti milanesi, in questi giorni di allerta sono tutti al loro posto.
In centrale operativa, alla cabina di guida, nelle cabine dei mezzanini.

Esclusa la ventina di addetti residenti nella zona rossa del Lodigiano - ovviamente rimasti a casa - gli altri sono tutti al loro posto. Un segnale della Milano che non si arrende, con i 9.130 dipendenti pronti a trasportare ogni giorno milioni di persone. I passeggeri, dopo i primi casi del Lodigiano dello scorso weekend, si sono ridotti: martedì 25 febbraio sulla M2 sembrava di essere a Ferragosto, una settimana dopo i convogli sono tornati a ripopolarsi (anche se ancora sotto i livelli medi di una giornata ordinaria).

LETTERA
Il direttore generale Arrigo Giana aveva scritto ai dipendenti proprio all' alba dell' emergenza, lunedì 24 febbraio: «Milano sta affrontando una situazione complessa insieme alla Regione Lombardia, che speriamo si risolva a breve. La vostra presenza in servizio dimostra grande senso di responsabilità delle donne e degli uomini di Atm, un grande valore che da sempre ci contraddistingue».

La seconda mossa, doverosa, è stata la pulizia straordinaria di tutti i mezzi di trasporto e di tutte le stazioni. Treni e banchine, tram e panchine. Ai dipendenti con figli piccoli in ruoli di ufficio, inoltre, è stato proposto il lavoro a distanza. Tutti gli altri si sono presentati regolarmente al lavoro, con un tasso di assenze per permessi e malattie che è identico a una tranquilla prima settimana di marzo nella capitale economica del Paese. «Noi siamo una categoria esposta e a contatto col pubblico» dice Claudio Morgillo, segretario Ugl Lombardia. «Ma nessuno si è approfittato della situazione. Rispetto a settimana scorsa il traffico di passeggeri trasportati è aumentato.

All'azienda adesso chiediamo di dotare il personale delle mascherine. Sappiamo che sono state acquistate, può essere un dispositivo utile». Mentre in qualche Comune del Sud c' è già il fuggi fuggi dagli uffici pubblici, anche in assenza di situazioni di emergenza legate al Coronavirus, a Milano si tira avanti senza cercare scuse. Le aziende provano a trovare la modalità giusta per far lavorare in sicurezza i dipendenti, la Regione lotta in prima linea contro l' affollamento degli ospedali, i cittadini cercano di seguire le regole imposte senza snaturare la loro esistenza.

RIPARTENZA
Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia in Comune, sottolinea che in questi primi dieci giorni ci sono tanti esempi che devono rendere orgogliosi i milanesi: «Anche coloro che avrebbero potuto accampare scuse di pericolosità non ne hanno approfittato per non andare a lavorare. La città è pronta a ripartire, ora tocca alla politica. C' è una grande voglia di lavorare anche da parte delle aziende private. Usiamo questo capitale di fiducia per cercare di ripartire». Ieri Forza Italia, per venire incontro alle famiglie delle scuole, ha chiesto ufficialmente che Milano Ristorazione abbuoni le rette delle mense scolastiche alle famiglie, per le settimane di chiusura delle scuole comunali.

Lunedì il sindaco Sala ha ammesso che il bilancio del Comune soffrirà di minori entrate dovute all' emergenza del Coronavirus, e che chiederà al governo aiuti straordinari per le nostre imprese. I milanesi sono pronti a ripartire. I lavoratori Atm, invece, non si sono mai fermati.

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