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A Milano le toghe archiviano 1.002 delle 1.532 indagini su donne maltrattate. E si pensa solo a Ruby

I numeri sono dell'associazione "Casa delle donne maltrattate di Milano" e si riferiscono al 2012. Ma quando c'è da processare Silvio...
di Sebastiano Solano domenica 26 maggio 2013

Ilda Boccassini

2' di lettura

Su 1.545 iscrizioni nel registro degli indagati per denunce di maltrattamento in famiglia ben 1.032 sono state oggetto di richiesta di archiviazione da parte dei Pm della procura di Milano. La denuncia è della Casa delle donne maltrattate di Milano (Cadmi). I numeri, impietosi, si riferiscono al 2012. Le toghe meneghine, insomma, vista l'obbligatorietà dell'azione penale, aprono l'indagine, per poi chiudere frettolosamente il fascicolo e archiviare tutto, con buona pace delle centnaia di donne che solo a Milano, ogni anno, sono vittime di maltrattamenti tra le mure domestiche. Due pesi due misure - Per perseguire Silvio Berlusconi, però, il tempo si trova sempre: basta scorrere l'elenco, interminabile, di indagini a suo carico. Eppure, secondo la punta di diamante della procura di Milano Ilda Boccassini, Berlusconi si sarebbe approfittato dell'allora minorenne Ruby, reato che rientra a pieno titolo nella categoria di reati di violenza sulle donne. Tralasciando il fatto che la ragazza marocchina Ruby fosse consenziente e, soprattutto, che avesse mentito sull'età dichiarandosi maggiorenne, rimane una domanda. Per quale motivo i vari signor Rossi che violentano, maltrattano e sfruttano le proprie donne, grazie all'indifferenza della Procura di Milano, rimangono beatamente a piede libero, mentre se l'imputato si chiama Berlusconi le stesse toghe scattano come la rana di Galvani alla scossa elettrica imbastendo teoremi giudiziari senza capo ne coda? La missione di Ilda - La risposta è nella domanda: l'imputato è Silvio Berlusconi. Viene da chiedersi, a questo punto, quale sia la natura del compito dei magistrati di Milano: se quello di amministrare la giustizia nel nome del popolo italiano o quello di condannare, a tutti i costi, il leader di un partito, il Pdl, che rappresenta un terzo degli italiani. Ognuno si dia la risposta che crede. La risposta alla domanda di giustizia di tutte quelle donne vittime di abusi all'interno della propria famiglia la diano invece i giudici di Milano. 

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