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Coronavirus, Lombardia zona rossa? Il decreto di governo è solo una bozza e parte la fuga contagiosa. Assalto alle stazioni

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Il governo è lo specchio di un’Italia che non riesce a capire il pericolo che sta correndo. Il coronavirus si insinua in tutto il Paese e dilaga in Lombardia, il premier Giuseppe Conte e la sua squadra non sanno che pesci prendere e la combinano grossa. Non appena trapela la bozza del decreto che renderà zona rossa l’intera regione lombarda e undici province tra Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, si scatena il caos: centinaia di persone prendono d’assalto le stazioni ferroviarie di Milano e del resto della Lombardia, con l’intento di scappare prima di ritrovarsi nelle zone rosse. Una follia provocata dalla folle ingenuità di qualche membro o funzionario del governo, che ha diffuso il testo in anteprima facendolo circolare ovunque. E così, come notato anche dal virologo Roberto Burioni, si è scatenato l'effetto peggiore: il panico e la fuga, con il rischio di portare inconsapevolmente il virus in giro per l'Italia.

 

Così facendo il decreto che dovrebbe essere il principale strumento per porre un freno al contagio può invece rivelarsi un clamoroso boomerang: la fuga selvaggia fatta in barba al buon senso e alle indicazioni anti-coronavirus può fare malissimo all’Italia intera. Guido Crosetto in poche parole su Twitter riassume bene la situazione tragicomica: “I decreti si fanno, non si annunciano facendoli girare anche sulle chat delle nonne. Ecco cosa hanno scatenato”. Il fondatore di FdI posta un video dalla stazione a corredo del suo messaggio. 

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