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Coronavirus, contagio accelerato dallo smog? Lo studio, una possibile risposta al dramma in Pianura Padana

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Le polveri sottili sono come un’autostrada per il coronavirus. Lo sostiene Il Giorno, che nell’edizione odierna pubblica uno studio che incrocia i dati Arpa e i casi di Covid-19. “Il risultato - scrive Alessandro Farruggia - è che c’è un legame tra altissima diffusione/la maggiore mortalità del coronavirus in pianura padana e gli alti livelli di polveri sottili che storicamente si registrano nel bacino padano”. In altri termini, il contagio sarebbe stato accelerato anche dallo smog. Il Giorno riporta la spiegazione di Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale: “Vi è una solida letteratura scientifica che correla l’incidenza dei casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico (PM10 e PM2,5), che costituisce un efficace vettore per il trasporto, la diffusione e la proliferazione delle infezioni virali”. I ricercatori hanno incrociato i dati della concentrazione di polveri sottili forniti dalle agenzie regionali per l’ambiente (Arpa) con quelli della diffusione del virus. E la correlazione sembra chiara: “Si evidenzia una relazione lineare tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10 febbraio-29 febbraio e il numero di casi infetti da Covid-19”.

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