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Benetton, 4 mesi dopo il crollo del Morandi il governo svende alla famiglia un immobile di 22mila metri quadri. E poi...

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Uno scoop, messo a segno da Il Tempo diretto da Franco Bechis, di quelli clamorosi. Soprattutto per il tempismo: piove nei giorni caldissimi dello scontro al governo per la proroga o revoca delle concessioni ad Autostrade. E così, in un articolo a firma di Alberto Di Majo, si scopre che "il primo governo guidato da Giuseppe Conte a quattro mesi dal crollo del ponte Morandi ha concesso alla famiglia Benetton un clamoroso affare immobiliare. Gli ha venduto un pezzo di Roma attraverso un fondo pubblico controllato dal ministero dell' Economia rinunciando alla prelazione dei Beni culturali".

 

Ora, largo alle date. Il Ponte Morandi crolla a Genova il 14 agosto. L'11 dicembre, mentre il governo giura di togliere le concessioni ad Aspi, ecco che la società Edizione Property, sempre dei Benetton, acquista in via preliminare un super immobile nel centro storico di Roma per 150 milioni. Dimensioni? 22mila metri quadrati, tra piazza Augusto Imperatore, via della Frezza, via di Ripetta, via del Corea e via Soderini. Si tratta di un palazzo costruito tra il 1936 e il 1938 ottenuto dai Benetton a un prezzo stracciato. Si pensi che secondo le valutazioni delle principali agenzie immobiliari capitoline, il prezzo di quell'immobile oggi fluttua tra 187 e 210 milioni di euro. Ma, sottolinea Il Tempo, all'epoca della transazione i valori erano ben più alti.

L'acquisto effettivo, per la precisione, è avvenuto il 20 febbraio 2019, in seguito alla contestazione del "mancato esercizio della prelazione da parte del ministero dei Beni Culturali", all'epoca guidato da Alberto Bonisoli, il quale si oppose a tutta questa vicenda, dato che "a dicembre 2019 la stessa Edizione Property spa ha comprato un altro immobile (sempre nella stessa piazza) per 120 milioni e anche allora il ministero dei Beni culturali (stavolta guidato dall' esponente dei dem Dario Franceschini) non ha ritenuto di esercitare il diritto di prelazione", scrive Il Tempo.

 

A rendere la vicenda ancor più sorprendente, il fatto che la compravendita sia avvenuta già con l'autorizzazione per il cambio di destinazione d'uso per farci un albergo. E non a caso, pochi mesi dopo, Benetton lo ha affittato a Bulgari per 15 milioni all'anno per dieci anni. Insomma, un affarone, clamoroso. Sempre il quotidiano diretto da Franco Bechis sottolinea come si tratti di una operazione legittima. E però la vicenda fa riflettere su quali siano gli effettivi rapporti tra governo e Benetton. E ancora, aggiunge Il Tempo: "Resta sullo sfondo un interrogativo. Ma se già nel luglio del 2017 lo Stato possedeva un palazzo straordinario nel cuore di Roma con tanto di permessi per trasformarlo in albergo, perché il Fondo che doveva gestirlo non lo ha messo a reddito dandolo in affitto e mantenendone la proprietà invece che venderlo alla società del gruppo Benetton facendogli, di fatto, un regalo senza pari? Una questione che suona ancora più inquietante dopo i proclami dei due governi guidati da Conte nei confronti dell' Aspi", conclude l'articolo.

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