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Coronavirus, l'immunologa Antonella Viola: "Vaccino in novembre? Non vuol dire che arriveranno le dosi", smentito Giuseppe Conte

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"Dire che il vaccino arriverà entro novembre, non vuol dire che arriveranno le dosi". Lo spiega l'immunologa Antonella Viola sul suo profilo Facebook, rispondendo così a diversi annunci fatti nelle ultime ore. Chiaro il riferimento alle parole di Giuseppe ConteLa casa farmaceutica Pfizer, infatti, prevede di chiedere l'autorizzazione per il suo vaccino anti-Covid all'agenzia americana Fda nella terza settimana di novembre. E anche il premier, come detto, è intervenuto sull'argomento. "L'Unione europea sta finanziando le più importanti ricerche ed è in condizione di potersi garantire varie centinaia di milioni di vaccini - ha detto durante l'intervista al Festival di Limes, a Genova -. Alcuni gruppi prospettano esiti per fine novembre o dicembre, potremmo avere molto presto 2-300 milioni di vaccini". L'immunologa Viola, invece, fa un chiarimento: "Vaccino in novembre? Attenzione, dipende da cosa si intende. Se che per fine novembre un vaccino possa, con procedure di emergenza, essere registrato, allora molto probabilmente sì. Se che a novembre saremo vaccinati e quindi tutto tornerà alla normalità, ovviamente no".

L'immunologa, quindi, chiarisce che anche se ci sarà la registrazione, poi dovrà iniziare la produzione, la distribuzione, la scelta dei primi gruppi da vaccinare. La strada è ancora lunga: "Il vaccino sarà disponibile, se tutto va bene, in primavera". Poi aggiunge: "Attenzione però ad alcuni aspetti: gli studi clinici stanno analizzando l'efficacia del vaccino nel ridurre il numero di sintomatici. Ma poiché solo una piccola parte dei sintomatici sviluppa una forma grave o muore, non sapremo se il vaccino è efficace anche in questi casi. Servirebbe molto più tempo per analizzare questo aspetto, che però è fondamentale". Tra l'altro, come Antonella Viola fa notare, pochi anziani sono stati reclutati negli studi di fase 3, quindi sarà difficile capire quanto il vaccino è efficace per quella fascia di popolazione. E ancora: "Al momento non ci sono studi sui bambini, quindi il vaccino non sarà a disposizione per i più giovani. Infine, non sapremo quanto durerà la protezione". Ecco perché l'invito per ora è sempre e solo uno, rispettare le norme anti-Covid. 

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