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Giuseppe Conte, coronavirus: "Numeri preoccupanti, stiamo studiando altre misure"

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"I numeri sono molto preoccupanti, ci sono Paesi che in Europa stanno peggio ma non questo aspetto non può funzionare da consolazione. Avevamo previsto la seconda ondata e investito su sanità e scuola per affrontarla", così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Festa del Foglio.  "I criteri sono: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità. Noi siamo sempre flessibili", ha aggiunto Conte. "Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora".  A riguardo  il ministro degli Esteri Luigi Di Maio  intervenuto a sua volta alla festa del quotidiano diretto da Claudio Cerasa ha sottolineato che sono in corso "riunioni incessanti per il prossimo dpcm che sarà sicuramente più restrittivo". 

Il premier è tornato sui vaccini e ha ribadito il mese di "dicembre", smentito più volte su questa data anche dalla presidente del Consiglio Europeo  Ursula Von der Leyen,  spiegando che confida di averlo ma bisogna comprendere che arriveranno qualche milione di dose per Paese, quindi dovremo fare un piano condiviso a livello europeo per intervenire sulle fasce più fragili e via via per le altre categorie", Conte però precisa che  per vedere gli effetti del vaccino "dobbiamo aspettare primavera quando prevedibilmente arriveranno per tutti". E poi ha aggiunto: "Abbiamo adottato un quadro di misure restrittive e a livello regionale ci sono dei governatori che stanno adottando misure ancora più restrittive. Stiamo lavorando, ci stiamo confrontando con gli esperti e valutando se intervenire ancora".

Parlando del confronto con le opposizioni, da cui negli scorsi giorni era stato criticato pesantemente "siamo informati sulle sue decisioni cinque minuti prima della conferenza stampa", spiega di aver chiamato  "i presidenti di Camera e Senato, ho chiesto loro se c'è la possibilità di trovare uno strumento o un luogo dove confrontarsi in tempi rapidi con il Parlamento". Conte ha parlato nello specifico di "un tavolo di confronto. Il governo sarebbe ancora più sereno, prendendo decisioni e coinvolgendo tutti gli attori, è giusto che sia così".

 

 

Quanto alle misure economiche si sostegno alle categorie penalizzate dalle chiusure ha detto "prenderemo sussidi e anche prestiti se sono utili". Ha però ribadito il che "il Mes è all'interno di una nuova linea di credito che non ci ha mai entusiasmato". E anche il ministro degli Esteri è tornato ad escludere il ricorso al meccanismo europeo di credito. "Con il Mes", ha dettto Di Maio, "il guadagno è di 300 milioni rispetto a quando preleviamo i soldi sul mercato, come ha detto Gualtieri. Il nostro bilancio dello Stato non è in emergenza".

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