Silenzi sospetti

AstraZeneca, Franco Bechis contro Mario Draghi: "Caos totale, ora deve parlare l'unico che ha sempre taciuto"

"Con una giornata fra le più confuse che si ricordino in questi mesi. Il governo italiano -in testa il ministro della Salute Roberto Speranza- insieme a tutti i suoi consulenti dal generale Figliuolo al Cts ha gettato nel caos le vaccinazioni con AstraZeneca" scrive Franco Bechis su Il Tempo e spiega la delicata situazione AstraZeneca: "In tutta Europa sono state inoculate 34 milioni di prime dosi di AstraZeneca, e solo 200 mila seconde dosi. Quindi non c'è una casistica comparabile: in Gran Bretagna che è il paese campione, ad esempio, sono state fatte di questo vaccino solo prime dosi, e praticamente nessuna seconda dose, anche perché quel governo ha scelto di spostare oltre le 12 settimane quella seconda inoculazione".

 

 

Bechis descrive poi la caotica conferenza stampa di ieri sera segnata dal trio Franco Locatelli, Nicola Magrini e Giovanni Rezza. Tre opinioni diverse che, secondo Bechis, non hanno fatto altro che confondere ulteriormente le idee agli italiani. Il giornalista passa poi all'attacco dell'Ema che" ha deciso di non decidere nulla, sostenendo effettivamente che ci sono legami ormai provati fra l'inoculazione di quel vaccino e i rari casi trombosi e che non è significativa né l'età né il genere dei vaccinati, che non rappresentano in sé un fattore di rischio". 

 

 

"Detto questo" prosegue Bechis "L' Ema ha lasciato a ciascuno Paese la decisione sull'utilizzo di quel vaccino. I ministri della Sanità di 29 paesi europei hanno cercato poco dopo di trovare un fronte comune, ma senza riuscirci". "Il capo delle vaccinazioni Usa ieri, Anthony Fauci ha voluto dare in questa magica giornata un messaggio al resto del mondo: 'Se anche qui negli Stati Uniti fosse autorizzato AstraZeneca, non lo daremo a nessuno perché ci bastano e avanzano i vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e Johnson & Johnson che abbiamo'. Con il mondo in queste mani, c'è da sorprendersi che i no-vax non siano oggi la maggioranza assoluta dei cittadini dei vari paesi" punzecchia Bechis. 

 

 

"Il caos è ovunque, ma sul tema in Italia si è sempre un passo avanti a tutti gli altri perché siamo campioni nella materia" scrive uno sconsolato Bechis. "Incredibile la scelta del governo di 'consigliare preferenzialmente' le Regioni senza prendere alcuna decisione. Né motivare in maniera credibile che quel vaccino sopra i 60 anni non abbia alcun problema: non può farlo perché la prima dose è stata data sostanzialmente solo a chi ha meno di 55 anni, come era stabilito in origine, quindi non ci sono studi sui vaccinati al di sopra di quella età, che sono pochissimi. Credo che dopo questo pasticcio deve parlare agli italiani l'unico che è stato zitto fin qui: il presidente del Consiglio" conclude Bechis rivolgendosi a Mario Draghi.