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Giuseppe Conte già fuori dai giochi? Rousseau, Enrica Sabatini: "Non è iscritto al M5s, non può trattare con noi"

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Non si placano i conflitti interni al MoVimento 5 Stelle, diviso tra Giuseppe Conte e Davide Casaleggio, e tra piattaforma vecchia e piattaforma nuova. A provare a dare una spiegazione del disastro grillino Enrica Sabatini, socia dell'Associazione Rousseau, in una intervista all'Adnkronos. La Sabatini in un duro post pubblicato sul Blog delle Stelle, ha invitato nuovamente nella giornata di ieri il M5S a saldare i "rapporti pendenti" entro (e non oltre) il 22 aprile. Un vero e proprio ultimatum che, nel caso non dovesse essere rispettato, porterà a un inevitabile divorzio. 

 

 

"L'accordo tra il MoVimento e Rousseau è previsto dallo Statuto del MoVimento e gli iscritti, con il voto degli Stati Generali, hanno ribadito nuovamente la necessità di prevedere questo accordo, sollecitando gli attuali organi politici ad attivarsi in questa direzione. Esiste già una proposta da discutere, attendiamo di farlo da oltre 7 mesi" afferma Enrica Sabatini e riguardo all'ex premier aggiunge: "Per quanto riguarda Giuseppe Conte, come sa, ha dichiarato di non essere iscritto al MoVimento e non riveste, ad oggi, un ruolo riconosciuto dallo Statuto per il quale possa avanzare o sottoscrivere proposte di accordo con Rousseau a nome del MoVimento". 

 

 

Durante un'assemblea dei gruppi M5S, tenutasi settimana scorsa, Giuseppe Conte non ha mai menzionato direttamente Rousseau, ma ha affermato che "la democrazia digitale è frutto di una tecnologia, che non è neutra... Serve massima trasparenza e massima chiarezza sul processo dei dati". "Concordo che serva la massima chiarezza sul processo dei dati" dice Sabatini "infatti con Rousseau oggi abbiamo raggiunto un'eccellenza nel campo. Il Digital Democracy Report 2021 redatto dal Solonian Democracy Institute di Dublino ha comparato piattaforme operanti in 25 Paesi e ha attribuito a Rousseau il punteggio massimo in sicurezza sia per la crittografia che per la gestione dei dati degli iscritti. Giuseppe Conte ha avviato due Governi grazie alla gestione trasparente e affidabile del voto su Rousseau, per questo sa perfettamente quanto sia importante per la legittimazione delle decisioni".

 

 

"Gianroberto Casaleggio ha fondato il MoVimento insieme a Beppe Grillo e riteneva che Rousseau fosse il suo cuore pulsante ed inscindibile. Se il MoVimento diventasse un partito, abiurando quindi tutti i principi definiti da Gianroberto, l'architettura di partecipazione di Rousseau non avrebbe alcuna utilità perché è nata per superare le strutture gerarchiche partitiche e sicuramente non per crearle" prosegue la 38enne di Pescara. Data segnata sul calendario quindi, oltre al 12 aprile anniversario della scomparsa di Casaleggio, il 22 aprile, impegno cruciale per il futuro del MoVimento.

"Il prossimo 22 aprile" ricorda Sabatini "saranno trascorsi ben 15 mesi dalle dimissioni dell'ultimo Capo politico eletto democraticamente dagli iscritti. Da quel giorno c'è stato un susseguirsi di decisioni rimandate, non rispettate o addirittura impedite, come il fare un accordo con Rousseau, che ha determinato la situazione attuale e non più procrastinabile. Qualora i rapporti pendenti non verranno definiti entro questa data, saremo costretti a immaginare per Rousseau un percorso diverso, lontano da chi non rispetta gli accordi e vicino, invece, a chi vuole creare un impatto positivo sul mondo".

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