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Bologna, sesso, droga e il morto vip: scandalo festini, un retroscena sconvolgente

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Un giallo attorno ai festini di Bologna a base di droga e sesso. Nelle serate sfrenate a "Villa Inferno", a Pianoro, e in altre case di lusso della periferia, si trovavano architetti, un notaio, un impresario della moda, il titolare di un'agenzia di nautica, un ex appartenente alle forze dell'ordine, sportivi, un sindacalista. E ora persino un frate. Lo conferma l'inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo e coordinata dal pm Stefano Dambruoso. Qui si legge anche un'altra notizia: uno degli organizzatori, un imprenditore di 46 anni indagato per spaccio e favoreggiamento della prostituzione, è nel mirino dei giudici anche per la morte come conseguenza di altro delitto (vendita di stupefacenti).

 

 

L'uomo - fa sapere Il Corriere della Sera - sarebbe coinvolto nella cessione di droga a un ex tennista 55enne, in gioventù tra i primi 40 del ranking nazionale e organizzatore di tornei con vecchie glorie. L'ex tennista sarebbe morto proprio al termine di una serata nel dicembre 2017, apparentemente a causa di un infarto. Il nuovo filone di indagine è partito dalla testimonianza di una donna, che ha partecipato ai festini accompagnando il 46enne indagato. Qui, è quanto sostenuto dalla donna, qualcuno avrebbe offerto anche cocaina o una ragazza da far trovare direttamente in casa.

 

 

Ma c'è un'altra questione su cui i magistrati sono impegnati a fare chiarezza: l'indagato si è presentato in un ristorante elegante dove la testimone era a cena. L'uomo avrebbe sventolato furioso i verbali in cui la donna ha fatto il suo nome. "C'è da capire come mai le dichiarazioni della mia cliente, a indagini ancora aperte - afferma l'avvocata della donna -, siano finite in mano all'uomo che ha accusato". 

 

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