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Pensioni, assegno stravolto dal primo gennaio: ecco come cambiano gli importi

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Il 2022 sarà un buon anno per i pensionati, che dovrebbero ricedere più soldi grazie alla rivalutazione degli assegni e alla revisione dell’Irpef. L’importo cambierà per oltre 22 milioni di italiani, con variazioni legate alla fascia di reddito di ciascun pensionato. Il 31 dicembre 2021 scadrà la disciplina transitoria introdotta dalla legge 147/2013: ciò vuol dire che dal primo gennaio del nuovo anno verranno rivalutati i trattamenti pensionistici.

 

 

Come riporta PensioniOggi, le pensioni nel biennio 2020-21 erogate dall’Inps sono state rivalutate del 100% se l’importo era 4 volte il trattamento minimo Inps. Per i trattamenti pensionistici superiori a 4 volte (2.062 euro) la rivalutazione è del 77%; per quelli superiori a 5 volte (2.577) la rivalutazione è del 52%, per quelli superiori a 6 volte (3.093) è del 47%, per quelli superiori a 8 volte (4.124) è del 45%; per quelli superiori a 9 volte (4.640) è del 40%.

 

 

Inoltre con la scadenza del periodo transitorio, dal prossimo anno le pensioni torneranno ad essere indicizzate all’inflazione come accadeva prima della riforma Fornero. La perequazione sarà quindi suddivisa in tre fasce all’interno del trattamento pensionistico complessivo e l’adeguamento verrà concesso in misura piena, cioè al 100% per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo. Percentuale che scende al 90 per le fasce di importo comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo ed al 85 per quelle superiori a 5 volte il minimo.

 

 

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