Fango su parete

Meloni e Messina Denaro, murales infamante: indagato l'autore

Tra chi specula - e offende, insulta - sull'arresto di Matteo Messina Denaro c'è tal Evyrein. Di chi si tratta è presto detto: è un artista di Padova che, dopo la cattura del boss avvenuta lo scorso 16 febbraio, ha deciso bene di rappresentare una stretta di mano tra Giorgia Meloni e Messina Denaro in un murales. Una presunta opera offensiva, un lavoro con il quale di fatto Evyrein sposava la teoria, infamante, secondo la quale sarebbe stato tutto organizzato. Senza voler indagare su cosa, secondo i complottisti, potrebbe esserci dietro.

Bene, ora Evyrein è ufficialmente indagato dalla procura di Padova per il reato di vilipendio alle istituzioni. In calce allo stencil, anche la scritta "In Bonafede", un chiaro riferimento alla falsa identità dietro la quale si nascondeva il boss di Cosa Nostra: al momento dell'arresto, infatti, si trovava in ospedale sotto mentite spoglie, quelle di Andrea Bonafede, nome riportato anche sulla sua carta di identità. 

Il murales finito nel mirino della procura era apparso nella notte tra il 22 e il 23 gennaio scorsi, in via Marsala, a Padova. Dunque lo stesso autore lo rilanciò sui suoi profili social con il seguente commento: "In Bonafede. Accordi all'italiana". Il disegno fu subito cancellato, ma fece molto discutere e fu al centro di una immediata e scontata polemica. Dopo la rimozione della sua opera o presunta tale, Evyrein commentò sempre sui social: "Quest'opera si intitola Verità Scomode", giusto per ribadire la sua infamante teoria complottista per la quale, ora, dovrà fare i conti con la giustizia.

 

Secondo quanto trapela, il sostituto procuratore di Padova Benedetto Roberti ha anche ordinato una perquisizione locale e personale nella casa del writer Evyrein, poi eseguita dagli agenti della Digos. In casa sono state ritrovate bombolette e altri materiali compatibili con l'opera. Il diretto interessato ha poi commentato: "Mi è sembrato tutto un po' esagerato. La perquisizione a quell'ora, poi mi hanno condotto in Questura quando erano le 7 e mi hanno fatto le foto segnaletiche e uno screening che neppure in ospedale. Non che siano stati scortesi o altro, però è tutto surreale, esagerato", ha concluso Evyrein.