Terminal Uno

Malpensa, il blitz degli anarchici: fermano un aereo per "salvare" un marocchino

Andrea Valli

Clamoroso blitz degli anarchici ieri pomeriggio al terminal Uno di Malpensa per fermare il rimpatrio a Casablanca di un clandestino di origine marocchina. In quattro sono riusciti a eludere i controlli e a raggiungere la pista degli aerei in partenza. Erano da poco passate le 17.

L’aereo era della Royal Air Maroc e a bordo c’era un cittadino marocchino proveniente dal Cpr di Gradisca di Isonzo. Il gruppo apparterrebbe alla galassia anarchica di Torino, precisamente alla sigla No CPR (che contesta i Centri di Permanenza per il Rimpatrio ed è contro il sistema delle espulsioni). Uno dei manifestanti ha rivendicato l’atto con un video realizzato sul piazzale e postato sulla pagina instagram Solidarietà prigionieri Torino.

«Vogliamo che il nostro compagno venga rilasciato immediatamente perché è impossibile che la vita delle persone valga meno di quattro regole sulla sicurezza» afferma l’uomo nel filmato. Gli anarchici hanno parlato di un compagno prelevato dal cpr di Gradisca di Isonzo «sedato a forza con massicce dosi di piscofarmaco e portato incatenato a Malpensa». Immediatamente dopo il blitz è scattato l’intervento degli uomini della Polaria che hanno fermato il gruppo di “No Cpr” portando tutti negli uffici della polizia di frontiera per l’identificazione di rito.

 

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IDENTIFICATI - È molto probabile che nelle prossime ore scatti per loro la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Per tutti è stato emesso un daspo e avviata la procedura per l’emissione del foglio di via obbligatorio. Da capire come abbiano potuto raggiungere la pista senza essere fermati prima. Il che ovviamente pone molti interrogativi sulla sicurezza dell’aeroporto. Gli anarchici infatti sono arrivati sul piazzale direttamente dal terminal.

Secondo una prima ricostruzione i quattro hanno iniziato a protestare all’interno dell’aerostazione e sono stati immediatamente avvicinati dalla vigilanza di SEA che ha chiesto l’intervento della polizia, arrivata con alcuni agenti. Nel frattempo però gli attivisti hanno visto attraverso le vetrate l’aereo che avrebbe dovuto effettuare il rimpatrio. Così hanno forzato una “porta allarmata”, uno di quei varchi di servizio tra i saloni dell’aerostazione e la zona sterile, quella oltre i controlli di sicurezza, iniziando a correre per il Terminal inseguiti dai poliziotti e dalla sicurezza. Nonostante l’inseguimento sono riusciti ad arrivare nel piazzale di sosta degli aerei (il velivolo non era ancora sulla pista) dove sono stati intercettati dagli addetti di rampa - cioè il personale che gestisce le operazioni di terra intorno all’aeromobile - che hanno impedito loro di salire a bordo, mentre gli agenti della Polizia e della sicurezza li hanno circondati. A quel punto sono stati riportati verso il terminal. Il volo Air Maroc è poi decollato con un ritardo di un’ora e venti minuti senza il passeggero espulso, sbarcato per decisione del comandate e condotto in un Cpr. Un blitz, quello di Malpensa, che richiama alla mente quanto avvenuto a Torino lo scorso 28 febbraio.

 

 

In quell’occasione un gruppo composto da una cinquantina di anarchici circondò una volante della polizia per liberare l’uomo di origini marocchine che doveva essere accompagnato in un centro di rimpatrio.

IL PRECEDENTE - In quell’occasione i manifestanti si accanirono sulla volante e la devastarono a suon di calci e pugni. Quindici gli anarchici denunciati per l’assalto. Da notare che l’uomo che volevano liberare aveva alle spalle diverse condanne, una per violenza sessuale di gruppo. Il presidente della Repubblica subito dopo i fatti chiamò il capo della polizia per esprimere solidarietà agli agenti della pattuglia aggredita. La rete anarchica che ha firmato il blitz di Malpensa, è ben presente in alcune località come Torino, ostacola le espulsioni e le contesta alla base, ma è molto attiva anche nel contrasto ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio.