La perizia che considera compatibile il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi con quello di Andrea Sempio è solo l'ultima bomba di un'inchiesta che sembra riservare sempre delle sorprese. Il delitto è quello di Garlasco, l'uccisione della 26enne Chiara nella villetta di famiglia il 13 agosto del 2007. Unico condannato è l'ex della vittima, Alberto Stasi. Mentre ora nel mirino della Procura di Pavia ci è finito un amico del fratello della giovane, Sempio. Ora la relazione definitiva sul Dna sarà consegnata dall'autrice, la genetista Denise Albani, al gip di Pavia Daniela Garlaschelli. E quel documento, che il perito depositerà entro il 5 dicembre, potrà rappresentare il cardine di una nuova prova.
In quella relazione si legge che la traccia genetica rilevata su due unghie delle due mani di Chiara Poggi porta alla linea paterna della famiglia Sempio e dunque, per deduzione, all’indagato Andrea. Prossimo step è l’udienza finale dell’incidente probatorio, in programma il 18 dicembre a Pavia. Per quell'appuntamento i legali di Sempio e quelli della famiglia Poggi hanno già annunciato battaglia. Se gli avvocati della famiglia Poggi hanno definito “nulli” quei risultati basati sulla biostatistica; al contrario i legali di Sempio starebbero stilando una lista di oggetti che Sempio può aver toccato nella villetta di via Pascoli. Loro, dunque, non contestano i risultati della perizia ma vogliono dimostrare la presenza del Dna del loro assistito per contatto indiretto.
Dopo il 18 dicembre, l'inchiesta si troverà ad affrontare il mare aperto. Ancora tanti, infatti, i punti da chiarire. Tra questi l’impronta 33, quella del palmo di una mano destra trovata sul muro delle scalette dove venne abbandonato il corpo di Chiara; ma anche la consulenza delegata dalla Procura all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, chiamata a riesaminare i rilievi sul corpo della 26enne per capire come sia stata uccisa. Infine, ci sono le carte coperte che i carabinieri della sezione Omicidi del Nucleo investigativo di Milano hanno accumulato in nove mesi di inchiesta: dalle verifiche sullo scontrino esibito da Sempio nel 2008 come alibi agli accertamenti sul possibile movente.