Sorpresa dopo l'irruzione dei pro Pal nella redazione del quotidiano La Stampa: a quanto si apprende, tra i 34 identificati ci sarebbe anche una "vecchia conoscenza" delle forze dell'ordine, il ragazzo di 16 anni che a fine ottobre scorso si scontrò con alcuni militanti di destra che facevano volantinaggio al liceo Einstein di Torino. Il minorenne, che sarebbe un appartenente ai collettivi, venne portato dalla Digos in questura dopo che aveva colpito un poliziotto. Al momento, le posizioni degli identificati sono al vaglio degli investigatori. Molto probabilmente saranno denunciati per danneggiamento e invasione di edifici.
I manifestanti che ieri sono riusciti a entrare nella sede del quotidiano torinese hanno lasciato una redazione devastata: hanno gettato a terra tutto quello che c'era sulle scrivanie, hanno vandalizzato i muri con scritte oscene e lanciato del letame contro i cancelli dell'edificio. Qualcuno si sarebbe messo a urlare: “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin”, in riferimento alla notizia di convalida di trattenimento, da parte della Corte d’Appello di Torino, dell’imam di via Saluzzo al Cpr di Caltanissetta.
Tornando al 16enne identificato insieme agli altri manifestanti, si tratta dello stesso ragazzo su cui si era sollevata la polemica nelle settimane scorse perché ammanettato dagli agenti della Digos e condotto in questura, dove poi era stato denunciato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Avrebbe colpito un poliziotto con calci e pugni. Quel giorno la protesta dei collettivi si era conclusa con il lancio di uova contro una sede di Fratelli d’Italia. Ai gruppi di sinistra non era piaciuta l'iniziativa di un gruppo di destra, che voleva fare volantinaggio "contro la cultura dei maranza". Quando il collettivo dell’Einstein, vicino all’area antagonista, ha cercato di impedirlo, si è reso necessario l'intervento della polizia in tenuta antisommossa.
"Semplicemente mi ero avvicinato a quelli di destra quando i poliziotti mi hanno placcato e mi sono spaventato. Non sono così stupido da attaccare e aggredire un pubblico ufficiale”, aveva raccontato il 16enne all'epoca. Dalla sua parte si era subito schierato il centrosinistra. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Marco Grimaldi, era andato al liceo Einstein, che nel frattempo era stato occupato dagli studenti. E aveva detto: “Sono qui per ascoltare gli studenti, sono indignato perché vedere dei reparti antisommossa per dei ragazzi è una scena orribile. Una scena che inizia prima di quelle manette a un sedicenne e lo dico così come l’ho detto alla Questura, lo ripeterei al prefetto.” E ancora: "Che cosa deve succedere la prossima volta? Vogliamo chiamare i paracadutisti della Folgore alla prima iniziativa all’università? Abbiamo già visto i manganelli sulle teste degli studenti, abbiamo già visto dei reparti mobili entrare addirittura dentro l’università: ecco, i primi che devono fermarsi sono quelli che sono responsabili della sicurezza nella nostra città, perché se per affrontare un volantinaggio di tre persone si portano dei reparti mobili allora c’è un problema in generale".
Non tanto diversa l'opinione della capogruppo del M5s in regione Piemonte, Sarah Disabato, che con il consigliere Alberto Unia aveva definito "preoccupante" quanto accaduto: "Il dissenso è democrazia. E davanti al dissenso non si interviene con l’uso del manganello". "La scuola - avevano sottolineato i due esponenti pentastellati - deve essere luogo di dialogo, inclusione e cittadinanza attiva. Un luogo dove la manifestazione del pensiero deve essere lasciata libera anche e soprattutto quando dissente da messaggi razzisti propinati da organizzazioni di destra". A loro si era accodata la vicepresidente del Pd, Chiara Gribaudo: "Quanto avvenuto oggi a Torino e nel fine settimana a Genova è molto grave. Viene fatto, da questo Governo, un evidente distinguo sulle violenze: quando vengono spaccate due vetrine durante una manifestazione si condanna senza se e senza ma, quando viene devastata una scuola o vengono caricati degli studenti per una contestazione e, da quanto apprendiamo, portati in questura sedicenni senza motivazioni tutti tacciono".