Il prossimo anno aumentano le pensioni, il tutto in virtù della rivalutazione, che sarà superiore rispetto al 2025: lo ha stabilito ufficialmente il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il decreto - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 2025 - che fissa la perequazione automatica delle pensioni dal 1° gennaio 2026.
Dopo la rivalutazione dello 0,8% del 2025, l’incremento previsto per il prossimo anno è pari all’1,4% (con possibilità di arrivare a 1,5%, secondo alcune simulazioni). Questo adeguamento tiene conto dell’andamento dell’inflazione per preservare il potere d’acquisto dei pensionati.
Significativo, oltre all’aumento generico, è anche il rialzo del “trattamento minimo”. Il valore della pensione base del 2025 - pari a 603,40 euro - salirà a circa 611,84 euro nel 2026. Per chi percepisce l’assegno vitalizio, l’importo passerà da 343,97 euro a circa 348,78 euro. Questi riferimenti sono fondamentali, perché il “minimo” è la soglia di riferimento per stabilire non solo l’importo degli assegni, ma anche i limiti per prestazioni e benefici collegati al reddito.
Il meccanismo di rivalutazione non è uguale per tutti: la legge prevede scaglioni in funzione dell’importo dell’assegno. Così, l’indice pieno viene applicato al 100% per le pensioni più basse, fino a quattro volte il trattamento minimo. Per le pensioni che si collocano tra quattro e cinque volte il minimo, l’aumento si applica al 90%. Infine, per gli assegni superiori a cinque volte il trattamento minimo l’indice viene ridotto al 75%. In questo modo il sistema mira a tutelare maggiormente chi percepisce pensioni modeste, garantendo allo stesso tempo un adeguamento anche per fasce medie e alte.
Applicando il tasso del 1,4% - come indicato dal decreto - si possono già avere le prime indicazioni sugli aumenti che scatteranno da gennaio 2026. Una pensione di 1.000 euro al 2025, ad esempio, passerà a 1.014 euro, con un incremento di 14 euro. Un assegno da 1.500 euro salirà a circa 1.521 euro; uno da 2.000 euro salirà a circa 2.028 euro; 2.500 euro diventeranno circa 2.534,88 euro; 3.000 euro saliranno a circa 3.041,18 euro; per chi percepisce 3.500 euro l’assegno diventerà circa 3.546,46 euro, e per 4.000 euro circa 4.051,71 euro. Anche per le pensioni minime l’aumento è concreto: il trattamento base, che nel 2025 era 603,40 euro, grazie alla perequazione passerà a circa 611,84 euro — con un incremento di circa 8-9 euro al mese.