“Quanto accaduto alla scuola primaria di Magliano in Toscana è inaccettabile": il deputato di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi segue la polemica sollevata da un gruppo di genitori. E spiega: "Apprendo dalla stampa locale che la dirigente dell’Istituto Comprensivo 'G. Civinini' di Albinia avrebbe autorizzato la modifica del canto natalizio 'Jingle Bells', eliminando il nome di Gesù per non 'urtare sensibilità'. Una scelta che non può passare sotto silenzio”.
”Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di annacquare la nostra identità in nome di un’idea distorta di inclusione – ha proseguito Rossi –. Non si educa al rispetto cancellando la propria cultura, né si tutela la laicità censurando ciò che dà origine alla tradizione natalizia. Il Natale esiste perché celebra la nascita di Gesù: rimuoverlo dai canti dei bambini non ha alcuna logica, né sul piano culturale né su quello educativo. Direi che siamo di fronte a un abuso di autorità da parte della dirigente scolastica, che impone la cultura del niente rispetto alla cultura, alla storia e alla religione dello Stato che tra l’altro le paga lo stipendio”.
Genova, niente presepe in Comune: esplode il caso
"Uno schiaffo alle famiglie genovesi, a chi nel presepe vede racchiusi plasticamente i valori del Natale; uno schia...Il deputato ha fatto notare che "purtroppo, non è il primo caso che accade in Maremma. Da anni assistiamo a derive che cercano di annullare le nostre radici con invenzioni fantasiose come la 'Festa d’inverno' o altro. Questo non è includere: è privare i bambini di sapere cosa festeggiano e cosa festeggiavano i loro padri e i loro nonni. È far credere ai bambini che per convivere con gli altri bisogna cancellare la propria identità”. E ancora: ”Difendere il Santo Natale non significa imporre una fede, ma tutelare la verità storica, religiosa e culturale che ha plasmato la nostra civiltà. Una comunità che smette di riconoscersi perde il senso di sé e diventa fragile. Mi auguro che si torni al buon senso e al rispetto della nostra storia, delle nostre radici e tradizioni. I bambini meritano verità, non censure ideologiche”.




