CATEGORIE

Mario Roggero, lo sfogo: "Il 15 luglio decideranno se starò in cella fino a 90 anni"

di Serenella Bettin lunedì 8 giugno 2026

6' di lettura

«Non voglio lasciare niente in sospeso. Sto preparando tutto quello che c’è da fare per quando non ci sarò. I miei nipoti ancora non sanno niente. Ma lei pensi alle mie figlie. A mia moglie. Se la Cassazione conferma la condanna, io il 15 luglio sera faccio la valigia ed entro in carcere». La voce è ancora combattiva, pugnace. Lo spirito è tenace e coriaceo. Ma lo stato d’animo è quello di chi è cosciente che tra 37 giorni potrebbe finire dietro le sbarre, e dunque vive gli ultimi giorni da libero, come un uomo che si prepara a morire. Mario Roggero, 72 anni, quattro figlie, otto nipoti, è il gioielliere di Grinzane Cavour, paesino in provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021 sparò ai rapinatori, uccidendone due e ferendone un terzo, che avevano fatto irruzione nel suo negozio. Il 3 dicembre scorso, la Corte d’assise d’appello di Torino lo ha condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per omicidio volontario plurimo e tentato omicidio. Una pena ridotta rispetto a quella inflittagli in primo grado, di anni 17. E ora il 15 luglio prossimo, con una velocità incredibile, inedita per la giustizia italiana, la Cassazione deciderà se confermare la pena.

Roggero, condannare una persona di 72 anni a 14 anni di reclusione, è un po’ come darle l’ergastolo.
«Esatto. La prospettiva adesso è di stare dentro fino a quasi 90 anni. Follia pura. C’è qualcosa che non quadra».

Dicono che deve essere rieducato.
«Già, dicono così, che devo essere rieducato io e tutti quelli che la pensano come me. Io a quasi 80 anni, dopo aver lavorato 49 anni qui dentro, in questa gioielleria, dopo aver cresciuto con mia moglie quattro figlie, devo essere rieducato. Che avrei dovuto fare, quel giorno? Permettere che capitasse qualcosa ai miei cari? Io non ho sparato per uccidere, ma perché temevo che uccidessero la mia famiglia o me».

I giudici dicono che non è stata legittima difesa perché lei ha inseguito i rapinatori e poi ha sparato, e questa azione - secondo i giudici - non era necessaria per difendersi.
«Le cose non stanno proprio così. Se il rapinatore non mi avesse puntato la pistola contro, io non avrei sparato».

Cioè? Spieghi bene. Quando gliel’ha puntata contro?
«I banditi sono usciti dal negozio. Io sono corso sul retro perché non vedevo più mia moglie, che nel frattempo tentava di nascondersi all’interno del locale. Temevo l’avessero presa. Quando mi sono avvicinato, il rapinatore ha alzato la pistola e me l’ha puntata in faccia. Io avevo l’arma in mano. Lui non ha alzato le mani in segno di resa e ho temuto sparasse. Di fronte all’arma puntata ho provato terrore, altrimenti non avrei mai sparato. In quegli attimi pensi che se spara prima lui tu sei morto».

E l’altro bandito?
«Aveva un coltello in mano. Io ho agito per legittima difesa. Sono stati momenti terribili».

Le va di ripercorrerli?
«Quel giorno entrano due individui mascherati in negozio. C’era ancora la mascherina anti-Covid, quindi non si capiva bene. Il primo chiede di vedere della merce, poi tira fuori una pistola e la punta in faccia a mia figlia. Nel frattempo, il secondo va dietro il bancone, prende mia moglie per un braccio e le punta il coltello alla gola. Mia figlia viene legata con fascette da elettricista. Sarà durato al massimo 6 minuti, ma 6 minuti così sono interminabili».

Che ha fatto?
«Ho provato a difendermi a mani nude, ne è nata una colluttazione. Un rapinatore mi ha puntato in faccia la pistola. In un secondo ho rivissuto il film della mia vita. L’altro mi ha detto: “Se non mi dai tutta la merce, ammazzo te e tua figlia”. E poi ha iniziato a fare il conto alla rovescia: “Cinque, quattro, tre, due...”. Al due ho detto: “Non sparare, ti do tutto”. Nel momento in cui lui mi ha chiesto i soldi, io mi sono ricordato di avere la pistola sotto la cassa. Quando i banditi sono usciti, non vedevo più mia moglie. Avevo quattro colpi. Uno è finito sulla portiera. Il mio obiettivo era quello, volevo fermare l’auto perché pensavo: e se hanno preso mia moglie? Quando accadono queste cose pensi a proteggere la vita dei tuoi cari».

Non era la prima rapina.
«No, appunto. Ci fu quella del 2015. Terribile. Mi massacrarono di botte, mi spaccarono naso e costole. Mi riempirono di calci. Una cosa bestiale. Erano in due a picchiarmi, alla fine mi hanno legato. Perdevo parecchio sangue dal naso e ho dovuto mettere la faccia di sbieco sul pavimento perché non respiravo. Ho dovuto farmi operare a una spalla, spendendo 12mila euro».
L’hanno mai risarcita per questo? «Risarcito? Io avevo diritto a 85mila euro. E mia figlia a 15 mila. E sa quanto mi hanno versato?».

Me lo dica lei.
«Cento euro: 50 con un bonifico e 50 con un altro. Oltre al danno, la beffa».

I giudici dicono che lei, nella rapina del 2021, sarebbe stato mosso da uno spirito vendicativo per quello che aveva vissuto nel 2015.
«Follia totale. Mi chiedo come si possa arrivare a concepire un ragionamento del genere. Io ho sempre pensato a lavorare, non speravo di certo che tornassero i banditi così da potermi vendicare. Mi chiedo come si possa anche solo pensare una cosa simile».

Torniamo al risarcimento. È vero che i rapinatori le hanno chiesto tre milioni di euro?
«Certo. Le famiglie dei rapinatori uccisi hanno chiesto 3 milioni e 277mila euro, più 243mila euro che mi sono stati chiesti dal malvivente ferito, per disturbo post traumatico da stress».

Prego?
«Sì, guardi le carte. Per dolore dell’anima, vergogna, disistima di sé e disturbo post-traumatico da stress».

La rapina sarebbe stata stressante?
«Sapesse per me... Ma l’avvocato del rapinatore che ha scritto questa roba? Anche qui, follia totale. E aspetti: c’è anche il sequestro cautelativo delle due case che possiedo. Io mi sono indebitato con le banche. Abbiamo aperto un conto intestato a “IostoconMarioRoggero”, perché da solo non ce la faccio. Questi non hanno rovinato la vita solo a me, ma a mia moglie, alle mie figlie. Una figlia presa dal terrore non è più voluta venire a lavorare in negozio. Mia moglie tiene, ma ha dei momenti di scoramento importanti».

Lei pensa soprattutto ai suoi cari.
«Sì, è vero. I familiari mi danno forza. Ma poi li devo prendere uno per uno, e sorreggere e tranquillizzare».

Come ha vissuto questi anni?
«Un incubo. Io non mi scoraggio, ma se ti capita una cosa del genere, la tua vita è rovinata. Ci pensi sempre, in continuazione, la rapina diventa l’argomento principale dei tuoi giorni, delle tue notti, la paura che possa ricapitare. Ci pensi sempre. Ogni volta che scatta l’allarme, che senti dei rumori strani in casa, che entra qualcuno in negozio di sospetto. Anche ora che sto parlando con lei. E lo Stato, anziché proteggerti, ti dà la mazzata finale».

Il 5 maggio scorso ha compiuto 72 anni. Ha espresso un desiderio?
«Quello di passare tutti i compleanni che mi restano con la mia famiglia».

Lei crede ancora nella giustizia?
«Ci devo credere. Sennò è finita».

Non dica così, non è finita.
«No, però devo essere preparato».

Pensa mai al carcere?
«È naturale. Con i miei legali Sergio Novani e Stefano Marcolini abbiamo visto, però, che grazie alla competenza dei giudici di Cassazione, molte sentenze vengono ribaltate. Ma più ci penso, più mi sembra assurdo. Anche perché mancano 42 giorni oggi, e devo comunque cercare di creare un clima sereno».

Dove trova la forza?
«Dentro di me. Tutta la forza che tu poi attingere è dentro dite».

È sempre stato così?
«Sì, diciamo di sì. Anche se sto aumentando questa consapevolezza: che quando hai la forza dentro, puoi cambiare le cose».

tag
mario roggero
grinzane cavour
cuneo

Con Cruciani Fuori dal Coro, l'urlo di Mario Giordano: "Ci batteremo, lo prometto"

La campagna di Fuori dal Coro Fuori dal coro, Cruciani in giacca militare: la scritta sulla schiena, pugno a toghe e sinistra

L'antennista Ascani umiliata dai telespettatori: "Il gioielliere che uccise i ladri? Candidarlo alle europee"

Ti potrebbero interessare

Fuori dal Coro, l'urlo di Mario Giordano: "Ci batteremo, lo prometto"

Claudio Brigliadori

Fuori dal coro, Cruciani in giacca militare: la scritta sulla schiena, pugno a toghe e sinistra

Ascani umiliata dai telespettatori: "Il gioielliere che uccise i ladri? Candidarlo alle europee"

Claudio Brigliadori

Dritto e Rovescio, Giuseppe Cruciani contro le toghe: "Scelta scandalosa"

Roberto Tortora

L'Aquila, egiziano stupra una 16enne in strada: il giudice lo rimette in libertà

Un egiziano di 21 anni è stato accusato di aver molestato una minorenne. Ma, dopo l'interrogatorio di garanzi...
Redazione

Morte della giudice Francesca Ercolini, svolta nel caso: si indaga per omicidio

È ancora un mistero la morte di Francesca Ercolini. L'ipotesi del suicidio infatti vacilla e la Procura ...

Torino, il tifoso della Juventus ferito? Ecco le sue prime parole: "Fuori dalla Champions"

"Sto bene, sono felice di essere uscito finalmente. Ho solo un leggero mal di testa, tutto il resto è ok&quo...
Redazione

La Sapienza, vergogna rossa: il rogo con il volto di Matteo Salvini

Alcuni manifesti con il volto del vicepremier Matteo Salvini sono stati bruciati nella mattinata di maredì 9 giug...
Redazione