La traccia 33 ancora al centro del dibattito. L'impronta rinvenuta nella villetta di Garlasco, nel muro che dà alle scale della cantina dove fu rinvenuto il corpo di Chiara Poggi, è stata descritta così da un carabiniere: "Faceva senso". E a distanza di tempo è Quarta Repubblica a mostrare il video della deposizione del carabiniere del 12 giugno 2025. "Il 27 non era così visibile, il 29 era visibile. Era particolarmente estesa. Grande. Se vedete la foto si vede. C’era anche una specie di macchia, addirittura. Sembra una goccia con degli schizzi in prossimità di una delle dita".
E ancora: "Si vedeva che era una mano destra, a parte che faceva senso una mano destra scendendo dalle scale, perché era sulla parete di destra". Chiamato a spiegare il significato dell’espressione "faceva senso", il carabiniere afferma: "Io quando scendo le scale a destra, appoggio la mano destra in maniera naturale, se mi voglio appoggiare a destra. Noi andiamo a ricercare quei contatti prodotti da azioni naturali". Insomma, "la frase ‘faceva senso’ può essere tradotta come ‘era logico‘, ‘era logico supporre che…'".
"Si vedevano - aggiunge - due o tre dita della mano. Era evidente che il deposito amminoacidico fosse consistente". Proprio quell'impronta è stata attribuita ad Andrea Sempio che a riguardo, in un'intercettazione, commentava: "È un’impronta su una parete delle scale. Non è un’impronta insanguinata, è rosa per il reagente. Se vai giù nella cantina, e noi ci siamo andati un paio di volte, c’è una scalettina stretta che fa una curva stretta, senza corrimano, senza niente. Scendendo, è normale che metti la mano sulla parete. Non è nulla di che".