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Il diavolo, probabilmente

26 Marzo 2015

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Il diavolo, probabilmente

Non era un terrorista. Non si è sentito male. Non si era convertito all’Islam. Ma ha preso i comandi di quel maledetto aereo Barcellona-Dusseldorf, ha bloccato la porta, non ha pronunciato nemmeno una parola. Ha solo respirato, e respirando si è schiantato e ha polverizzato149 uomini, donne, bambini contro la montagna. L’uomo è fatto di ragione, e da ore tutti cerchiamo giustamente una ragione per esorcizzare in qualche modo quel che è avvenuto. Ma come fai a capire Andreas Lubitz?

Come fai a capire perchè erano lì quei ragazzi di una scuola tedesca, estratti a sorte per il viaggio premio perchè sono tempi di crisi, e anche lassù non avevano soldi per pagare a tutti la vacanza spagnola? Hai una risposta al perchè pigiando sull’acceleratore come matti quella famiglia che ospitava di una quelle studentesse è riuscita a portare pochi minuti prima dell’imbarco i documenti che la ragazza aveva dimenticato nella loro casa, senza i quali l’intera comitiva non avrebbe potuto imbarcarsi su quel volo? Quale mano ha spinto su quell’aereo la mamma spagnola con il suo bambino che voleva arrivare in fretta dal marito, e non era quello il tragitto, ma facendo scalo a Dusseldorf sarebbe arrivata prima ad abbracciarlo? Il vuoto che lascia così evidente quel che è accaduto fra quelle montagne è proprio quello della ragione. Potere comprendere circoscrive, esorcizza, consente di proseguire con la vita di prima, trovando magari qualche inutile antidoto come è accaduto in questi anni. Come se qualche controllo in più in aeroporto potesse evitare.

Martedì e mercoledì ho preso due aerei: era appena accaduto il disastro in Francia, e naturalmente erano tutti preoccupati. Mille domande, che cercavano risposta: “ma le compagnie low cost sono davvero sicure?”, e man mano che emergevano i particolari, una nuova trincea: “di che nazionalità erano i piloti? Erano arabi, islamici?”. Come se oggi fosse più digeribile, comprensibile, rispondente alla ragione che un terrorista salga su un aereo e si ammazzi ammazzando tutti gli altri in nome di un’ideologia o di una religione. No, non c’è la risposta, non c’è un calmante della ragione possibile nel gesto di Andreas.

Non tutto si può spiegare, esorcizzare, risolvere. C’è qualcosa di misterioso nell’origine della vita e nella sua fine a cui l’uomo non vuole testardamente aprirsi. C’è qualcosa di misterioso e apparentemente così distante da quello di cui ci sentiamo fatti, come il male. Che pure c’è e ha casa in ognuno di noi. Possiamo chiudere gli occhi e pensare di ingabbiarlo con qualche nuova regoletta, con la necessità del quieto vivere. Ma il male c’è e in ognuno di noi c’è la possibilità di diventare improvvisamente Andreas. Non è negandone l’esistenza che lo cacceremo via. Quale è la ragione di quell’aereo massacrato sul monte? Il diavolo, probabilmente

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Commenti all'articolo

  • carminepirozzi

    29 Marzo 2015 - 07:07

    Sicuro, il demonio esiste! Se crediamo in Dio (ed io non posso non crederci ...) ovverosia al BENE, dobbiamo credere anche al MALE, che spesso si manifesta nei cattivi auguri delle persone comuni, quelle invidiose, quelle che ci maledicono per i nostri successi! ... Ed io più di nove anni addietro, mi beccai un tumore cerebrale maligno, ma mentre ero in coma profondo (20 giorni) io uscii dal coma!

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  • giantampa191

    27 Marzo 2015 - 14:02

    Molto commovente l'articolo ma inconcludente. Non c'è nessun diavolaccio ne spirito nefasto ma c'è soltanto un cervello umano che va spesso in cortocircuito; le malattie psichiatriche sono in costante aumento e sono anche di difficile individuazione perché si possono presentare improvvisamente anche dopo anni di apparente normalità come dimostra la sciagura aerea.

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