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La Boldrini vieta di nominare Napolitano anche da ex

3 Agosto 2015

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La Boldrini vieta di nominare Napolitano anche da ex

Insulti? Parolacce? Allusioni anche pesanti? Generalmente tollerate, al massimo qualche buffetto da chi in quel momento guida i lavori di aula (e normalmente soprassiede, facendo finta di non sentire). Solo su una parola il presidente della Camera Laura Boldrini sembra non transigere affatto. E’ impronunciabile, nel bene e nel male. E’ tabù. Un epiteto che le auguste stanze del palazzo proprio non possono sentire vibrare nell’aria. A Montecitorio si può dire di tutto. Ma non “Napolitano”. Non c’è bisogno di fare risuonare un roteante e completissimo “Giorgio Napolitano”. Alla Boldrini basta il “Napolita..”, e già fa chiudere il microfono, copre con la sua la voce del malcapitato, fa in modo che non risulti nemmeno a verbale. E’ un bel problema, perchè talvolta sono restati afoni parlamentari che ingenuamente volevano parlare degli abitanti di Napoli. Niente da fare. Troncati e sopiti pure loro. La chiamassero “Parténope”, e così non rischiano l’inciampo.

Su che si basa il divieto di “Napolit…”? E’ solo da questa legislatura che ha preso un posto centrale non nel regolamento (al ridicolo c’è sempre un limite), ma nella prassi della conduzione dei lavori di aula. La Boldrini si è imposta fin dai primi giorni in cui si è seduta per grazia di Pierluigi Bersani su quella poltronissima. Fu lui a porre quella condizione, e lei ha obbedito ciecamente? Chissà. Fatto sta che la presidentessa ha vietato dal primo giorno quella pronuncia, poi spiegando che il presidente della Repubblica è “giuridicamente e politicamente irresponsabile”, e quindi mai può essere trascinato e nemmeno citato nella mischia politica quotidiana. Che il Capo dello Stato non abbia responsabilità è scritto nella Costituzione, e non ce l’ha né giuridicamente né istituzionalmente, tanto è che qualsiasi atto da lui firmato deve avere la controfirma di un membro del governo che sarebbe il solo chiamato a risponderne. Ma nella costituzione esiste anche l’articolo 21 sulla libertà di espressione e quindi anche di critica al Capo dello Stato. E secondo quasi tutti i costituzionalisti è lecito criticare “politicamente” il presidente della Repubblica anche per il modo in cui interpreta quel mandato. Basta non offenderne l’onore e il prestigio. Chi fin qui ha letto dirà: è un articolo vecchio. Napolitano non è più presidente della Repubblica, la Boldrini oggi vieterà di pronunciare il nome di “Mattarella”, e l’incidente potrà accadere semmai se si cita un arnese da cucina, antico simbolo della massaia furiosa (il mattarello). Sarà impedito forse di citare vecchie leggi elettorali (il Mattarellum), ma tanto ora c’è l’Italicum e la privazione non è così grande. Nossignori: il nuovo presidente della Repubblica è così sotto traccia che nessuno lo cita in aula, e la Boldrini mai ha dovuto vietarne riferimenti che non ci sono. Il nome di Napolitano è invece ancora oggi vietato, vietatissimo.

E il poverello, quasi con timidezza: “Va bene, va bene. E Giulio Napolitano? E’ il figlio? Posso citarlo, il figlio?”. Boldrini scuotendo la testa: “La prego, deputato Di Battista! Si attenga…”. Così è proseguito il discorso in modo quasi comico. Diba ha citato nel discorso “il figlio”, senza dire che fosse di Napolitano. E poi ha letto alcune intercettazioni telefoniche registrate alla vigilia della presa di palazzo da parte di Renzi. Eccole: “il figlio oggi è potente. E sembra che l’ex capo delle polizia, Gianni De Gennaro e Letta (Gianni) ce l’hanno per le palle”. La Boldrini? Zitta. “Per le palle” va bene. Diba conclude: “Adinolfi in un altra intercettazione dà al presidente del Consiglio dello stronzo”. Boldrini zitta. “Stronzo” si può dire. Almeno di una cosa lei è certa: non è sinonimo di Napolitano…

Continua a leggere su L'imbeccata di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • gescon

    25 Agosto 2015 - 08:08

    Immarcescibili

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  • gescon

    20 Agosto 2015 - 14:02

    Perche non si rimuove questa foto che giace li da troppo tempo ? Grazie!

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  • capcap

    14 Agosto 2015 - 10:10

    Perché la boldrini non impara a memoria l'art. 640 del Codice Penale? capcap

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