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Francesco è diverso da chi sale sul carro del Papa

9 Dicembre 2015

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La sera dell’inizio dell’anno giubilare a Roma centomila persone sono entrate in piazza San Pietro per vedere i giochi di luce sulla Basilica. Erano il doppio di quelle che avevano partecipato alla Santa Messa e all’apertura della porta santa del mattino. E si capisce: si trattava di uno spettacolo, che ha attirato non solo i pellegrini, ma molti romani e turisti curiosi. Ha attirato anche qualche fulmine su Papa Francesco, e se ne è letto sui social.Suggestive e alla lunga anche un pizzico noiose le immagini di animali e natura che hanno dominato lo spettacolo. Ma nulla di religioso si è visto in quelle proiezioni, che pure erano inserite nel calendario ufficiale dell’apertura dell’anno santo. Vedere scorrere sulla casa della cristianità icone di un moderno panteismo in cui l’uomo, la creatura per eccellenza, era quasi dimenticato, ha sorpreso non proprio piacevolmente molti cristiani, mettendo le ali a nuove polemiche su Papa Francesco che- inutile nasconderselo- attraversano la Chiesa e molti fedeli.

Capisco tanti di loro, e ler questo vorrei fare vedere le immagini qui montate in un video (https://www.youtube.com/watch?v=PQtduB895KM) di quello straordinario e commovente pellegrinaggio compiuto poche ore prima dello spettacolo da Francesco in piazza di Spagna, fra le carrozzine dei malati e degli infermi. E’ durato più della celebrazione dell’Immacolata Concezione: il Papa si è fermato da ognuno, ha stretto mani, raccolto confessioni semplice, baciato volti segnati, abbracciato monconi di uomini. Spesso con semplicità (“Cosa ha mangiato oggi, signora?”, “Ha le mani fredde, le metta qui al riparo”), sempre con il sorriso, con una tenerezza spontanea che sgorga dall’umanità, e non dal mestiere di un consumato attore. Francesco è quello di queste immagini. Bisogna vederle per capire.

L’umanità che esplode da queste immagini non può che spazzare via la lente ideologica con cui spesso si guarda questo Papa. Che senso la smorfia di chi vede stridere qualche parola, di chi si aggrappa rigidamente alla forma, di chi oggi vede San Pietro ideologicamente attraverso la lente di qualche gaffe, o imprudenza che pure ci sarà stata? E’ quella fisicità dei gesti di papa Francesco che dovrebbe attrarre lo sguardo dei credenti, perchè profuma di santità. A me colpisce e commuove come era accaduto con la grandiosa e semplice fisicità della malattia degli ultimi anni di Giovanni Paolo II.

Anche io mi sono fermato spesso in questi due anni dubbioso su gesti e parole del Papa che sembravano troppo inclini a quel “politically correct” che detesto. Ma poi nei singoli gesti, nelle parole di Francesco non ho trovato nulla che fosse così comodamente adagiato sul senso comune del mondo. E’ solo che quando si abbraccia un uomo e perfino il mondo, si abbraccia tutto, così come è, con le sue ferite e i suoi peccati.

Questo mi sembra Francesco, ed è assai diverso dai molti che salgono sul carro di Francesco vuoi per opportunismo, vuoi perchè in quell’abbraccio invece di cogliere l’umanità e la tenerezza che prorompe colgono l’occasione di una propria affermazione ideologica. Come dire: vedi che se mi abbraccia avevo ragione io? E buttano al vento l’occasione di stare fra quelle braccia…

 

 

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Commenti all'articolo

  • Baliano

    Baliano

    16 Dicembre 2015 - 09:09

    L'Umanità di Bergoglio? Ne ha da vendere. Una Umanità Ecumenica che gli va riconosciuta. Solo che gli manca il "discernimento", proprio di un "Vicario di Cristo". Di quel Gesù Cristo che letteralmente scomparve alle folle che "lo acclamavano, lo volevano fare Re". A Bergoglio, manca proprio il senso della misura, in tutto: Che sia più Cristiano di Cristo? Sarebbe un impostore: un Eretico

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  • imahfu

    15 Dicembre 2015 - 11:11

    Grande papa Francesco. Lui ha capito ciò che no si vuol capire. L'umanità non si può dividere a spicchi. L'economia deve essere a servizio dell'uomo (lo diceva anche il Rettore della 'Cattolica' Francesco vito), Papa Francesco vede che questo non è e perora la causa di una revisione strutturale dell'economia oggi ingiusta, malefica e madre prima di terrorismo

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