Cerca

Che figuraccia di Ainis che dottoreggia di arte

5 Luglio 2016

3
Che figuraccia di Ainis che dottoreggia di arte

Michele Ainis è ormai diventato un esperto di quasi tutto. Editorialista, costituzionalista, secondo Laura Boldrini anche esperto di antitrust, tanto è che lo ha nominato nella omonima authority beffando Stefano Quintarelli che ci aveva fatto un pensierino. Ora ha scritto un libro a quattro mani con Vittorio Sgarbi, “La Costituzione e la Bellezza”, pubblicato da La Nave di Teseo, che è la casa editrice fondata da Elisabetta, la sorella del vulcanico critico d’arte.

Ovviamente ogni mano deve essersi occupata della materia sua: chi di Costituzione, chi di arte. Quelle di Ainis devono essere state poco attente a quel che scriveva Sgarbi. Di certo il costituzionalista non deve avere imparato molto, e lo si è capito quando si è lanciato in una strampalata e molto ideologica intemerata artistica presentando il libro in Senato di fronte a Piero Grasso. Ainis ha sostenuto che nella storia dell’arte “prima del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo nessuno aveva osato dipingere il lavoro”.

Una castroneria pura, che lui è riuscito ad aggravare: “avete mai visto un San Giuseppe nella bottega da falegname? Il motivo è semplice: i pittori dovevano mangiare e per questo ritraevano solo i signorotti, i monsignori e i vescovi che davano loro la committenza…”. A parte che di San Giuseppe falegname ce ne sono a bizzeffe in ogni epoca artistica, dal quattrocento all’ottocento, la storia dell’arte è piena di ritratti di contadini, popolani e lavoratori: dai cicli medioevali dei mestieri, ai quadri fiamminghi, da Caravaggio a Vincent Van Gogh. Una brutta scivolata di prezzemolino-Ainis…

Continua a leggere su L'imbeccata di Franco Bechis

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • claudioarmc

    06 Luglio 2016 - 15:03

    Costituzionalista un po' per caso

    Report

    Rispondi

  • Kallianos

    05 Luglio 2016 - 18:06

    Bechis ma lei non ha altro da fare? Niente di meglio? Il rapporto di sottomissione dell'arte al potere, almeno sino alla rivoluzione francese era totale e noto a tutti; escluso a lei evidentemente. Lei sta toppando più di Ainis, e quando il lavoro veniva rappresentato era sempre per dare merito a signorie e principi. Faccia il giornalista di Libero e lasci stare l'arte. Si muova male nel settore.

    Report

    Rispondi

    • FrancoBechis

      05 Luglio 2016 - 19:07

      Anche lei dice sciocchezze. Ainis era stato per altro ripreso poi da Vittorio Sgarbi, che a sua differenza conosce l'arte, e gli ha fatto vedere i cicli sui mestieri dipinti nel Medioevo, i numerosi San Giuseppe nella bottega da falegname, gli infiniti dipinti (come i fiamminghi) del '400-'500 che ritraggono contadini, bottegai e popolani, e così via. Non fa male nemmeno a lei studiare un po'...

      Report

      Rispondi

media