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Occhio all'avviso

Inps, la pioggia di cartelle pazze: vergogna di Stato, quanti soldi ci vogliono fregare

29 Novembre 2017

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Inps, la pioggia di cartelle pazze: vergogna di Stato, quanti soldi ci vogliono fregare

Se vi è arrivata un avviso di accertamento dell'Inps, aprite gli occhi e fate attenzione: potrebbe trattarsi di una delle 214mila cartelle pazze partite dall'istituto previdenziale italiano che per errore richiede di pagare i contributi (non dovuti) per domestici, colf e badanti, in realtà non dovuti. In alcuni casi, sottolinea il Giornale, vengono richieste cifre astronomiche, fino a 10/12mila euro. Si tratta di un madornale errore dell'Inps, che non ha aggiornato i propri archivi. Teresa Benvenuto, segretario nazionale Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico) ha spiegato come l'istituto diretto da Tito Boeri abbia compiuto ricerche a ritroso fino al 2005/2006 per verificare il regolare pagamento dei contributi per colf e badanti. "Evidentemente non risultava la registrazione della cessazione del rapporto che in realtà era stata regolarmente comunicata dal datore di lavoro". Tipico esempio di burocrazia all'italiana: fino al 2009 la cessazione del rapporto di lavoro andava comunicata alle direzioni provinciali dei centri per l'impiego, che probabilmente in molti casi non hanno ancora trasmesso quella documentazione agli uffici centrali dell'Inps.

Il problema nasce soprattutto per i datori di lavoro che, dopo un rapporto cessato da molti anni, hanno gettato le ricevute dei pagamenti effettuati. In quei casi, per stroncare sul nascere il contenzioso con Inps e Fisco, spiega la Benvenuto, "si può provare a contattare l'ex lavorante che confermi l'avvenuta cessazione del rapporto. Altrimenti basterà produrre una dichiarazione di responsabilità, una autocertificazione". Ci sono episodi ancora più gravi: "Abbiamo ricevuto molte segnalazioni da datori di lavoro ai quali erano stati attribuiti dall'Inps lavoratori dei quali non conoscevano neppure l'esistenza. Consigliamo di recarsi in questura a sporgere denuncia per furto di identità, comunicazione che dovrà successivamente essere trasmessa anche all'Inps". Nella maggiori parte dei casi si tratta di truffe attuate nei periodi di sanatoria per ottenere il permesso di soggiorno.

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Commenti all'articolo

  • ventotralemani

    ventotralemani

    29 Novembre 2017 - 19:07

    normale! ci sono le risorse che .......pagano i contributi....! da chi devono prenderli se non dai soliti noti...sotto forma di errori! in questi casi se sbaglia il contribuente gli addebitano Sanzioni, more ed interessi a strozzo! E loro invece?.......cacciamoli ! i dipendenti INPS andate a vedere il trf, e altro che prendono! delinq.

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  • scorpione2

    29 Novembre 2017 - 19:07

    che cazzo di giornale siete, ce' un pirla che inneggia all'isis e voi lo pubblicate e non lo denunciate, vergogna feltri.

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  • Campania-Nazione

    Campania-Nazione

    29 Novembre 2017 - 17:05

    Forza ISIS...fatti un giretto a Palazzo Chigi e fai il tuo dovere...capisciammè ! Basta italia...

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