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L'ospedale non è un carcere

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Veronesi critica il "vergognoso" rigore dell'orario di visita

Eleonora Crisafulli
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«L'ospedale non è un carcere». Da questa considerazione nasce  la protesta di Umberto Veronesi contro l'eccessivo e «vergognoso» rigore dell'orario di visita dei familiari ai malati. Per l'oncologo, che da anni lotta per l'umanizzazione delle corsie, «i parenti devono poter stare accanto ai malati senza limiti di tempo», ma soprattutto «chi è ricoverato, in qualsiasi momento della giornata deve poter contare sulla presenza dei propri cari». Veronesi sottolinea che, mentr e sono cresciuti i diritti dell'uomo, «quelli del paziente lo hanno fatto pochissimo». È un paradosso dal momento che la persona ricoverata in ospedale, a causa della malattia, vive già in una condizione di grande disagio.

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