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Camorra: maxi sequestro ai Casalesi

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Tolti alla camorra 700 milioni

Massimiliana Parigi
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Il sequestro di beni per oltre 700 milioni di euro, che costituivano una parte del patrimonio del clan dei Casalesi, è stato possibile grazie alla legge n. 125/2008, che ha consentito allo Stato di riappropriarsi di beni ereditati da affiliati alla camorra. Il procuratore aggiunto di Napoli Federico Cafiero De Raho ha dichiarato nella conferenza stampa sull'operazione, svoltasi nelle province di Caserta, Napoli e Roma, che «iI patrimonio di cui parliamo era stato già in gran parte sequestrato a Dante Passarelli, ma fu restituito dopo la sua morte, avvenuta nel novembre del 2004. Questo perché la confisca era legata comunque alla condanna della persona colpita dal provvedimento, e in caso di morte, non era più possibile eseguirla. Per questo motivo i beni vennero restituiti. L'articolo 10 della legge n. 125 del 24 luglio 2008 - ha proseguito - ha consentito di recuperare i beni provenienti da attività illecita anche nel momento in cui si trovassero nella disponibilità degli eredi. Così è stato possibile sviluppare articolate indagini patrimoniali, che hanno consentito la ricostruzione del patrimonio passato ai figli di Dante Passarelli.» Berlusconi soddisfatto -  "Voglio sottolineare con enfasi la notizia del maxi sequestro di beni a un clan della camorra, il più rilevante sequestro mai effettuato". È quanto afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Voglio anche sottolineare che questo risultato è stato possibile grazie alle leggi messe a punto e applicate con grande determinazione ed efficacia dal nostro Governo. Mi sono congratulato stamani al telefono con il Ministro dell'Interno Roberto Maroni e con il Ministro della Giustizia Angelino Alfano e li ho pregati di ringraziare a mio nome e a nome del Governo le forze dell'ordine e i magistrati impegnati nella lotta al crimine organizza

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