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La Calabria dice No 'ndrangheta

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Decine di migliaia in piazza per la manifestazione contro la cosca

Roberto Amaglio
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La guerra contro la 'Ndrangheta non è ancora vinta, anzi, ci saranno altre vittime e altri episodi causati dalla cosca calabrese. Tuttavia quest'oggi la regione ha lanciato un fortissimo segnale di legalità. Diverse decine di migliaia di persone hanno partecipato questa mattina alla manifestazione "No 'ndrangheta", promossa a Reggio Calabria da "il Quotidiano". La manifestazione, pensata dopo l'ultimo attentato al procuratore generale della città, Salvatore Di Landro, è stata infatti un successo, sia per la presenza di tutte le forze politiche (finalmente unite dietro una causa comune), ma soprattutto per la grandissima partecipazione dei cittadini, degli imprenditori, degli studenti e delle parti sociali che rappresentano il tessuto stesso della Calabria. Insomma, per quanto la strada sia ancora lunga ed estremamente in salita, i calabresi hanno voluto urlare all'Italia intera che l'Ndrangheta è un cancro che si può debellare. A spiegare l'importanza della giornata, la prima organizzata in Calabria per protestare contro la criminalità organizzata, è stato lo stesso procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro, il cui attacco di discorso ha voluto ricordare due famosi slogan che hanno reso grandi personaggi statunitensi come Martin Luther King e Barack Obama. “I have a dream, yes we can. Se noi vogliamo, possiamo uscire dall'oppressione mafiosa, grazie al raggiungimento di tre obiettivi: l'educazione, la prevenzione e la repressione. Il più importante è il primo perché solo così si potranno formare le coscienze che crescendo riusciranno a opporsi alle logiche mafiose. Nel panorama della storia siamo ben poca cosa e passeremo presto. Ma rimarrà il segno di una vita ben spesa   perché connotata da comportamenti corretti, leali e buoni. Noi qui, compresi tutti voi giunti da ogni parte della Calabria che siete i veri protagonisti di questo momento, intendiamo ribadire con forza che apparteniamo a una terra di antica storia, di grande nobiltà. La nobiltà di gente perbene qui presente ne costituisce la stragrande   maggioranza. Gente che vuole continuare a essere buona, bella e gentile”.

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